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Consiglieri condominio possono accedere al conto corrente condominiale?
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Consiglieri condominio possono accedere al conto corrente condominiale?

Accesso al conto corrente condominiale

Avv. Alessandro Gallucci  

I consiglieri di condominio sono delle persone scelte tra i condòmini, le quali compongono il così detto consiglio di condominio.

Quest'organismo, da sempre esistente e poco utilmente disciplinato dal secondo comma dell'art. 1130-bis del codice civile svolge principalmente (se non esclusivamente) due funzioni:

  • consultive dell'amministratore;
  • di controllo dell'operato dello stesso mandatario.

Il regolamento condominiale, solitamente, ne disciplina dettagliatamente composizione e compiti.

Quanto qui interessa attiene ad una funzione di controllo dell'operato dell'amministratore, certamente, ma più generalmente della situazione economico finanziaria del condominio.

Il quesito posto nel titolo dell'articolo, riguardante la facoltà per i consiglieri condominiali di avere accesso al conto corrente condominiale è quello di cui c'occuperemo qui di seguito.

=> Accesso diretto al conto corrente bancario condominiale: legittima la richiesta documentale del singolo condomino

Amministratore e conto corrente

Quella dell'obbligo di apertura ed utilizzazione del conto corrente è una delle novità legislative - o sarebbe meglio dire l'adeguamento della legge ad un orientamento giurisprudenziale - imposte dalla così detta riforma del condominio con la sostituzione dell'art. 1129 del codice civile.

Ciascun amministratore - senza distinzione tra mandatario scelto tra i condòmini o estraneo alla compagine - ha il dovere di aprire ed utilizzare un conto corrente condominiale.

Che vuol dire utilizzare il conto corrente condominiale?

Come esplicitato dal settimo comma dell'art. 1129 c.c. ciò significa far transitare dal conto corrente condominiale le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o dai terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio.

Tutte le somme ricevute dai condòmini devono essere versate sul conto corrente condominiale (non c'è obbligo di per i condòmini di versamento diretto sul conto corrente condominiale, salvo che si tratti di versamenti superiori ad € 3.000,00); ogni somma erogata a qualunque titolo per conto del condominio, poi, deve transitare dal conto corrente.

Anche le anticipazioni effettuate dall'amministratore è doveroso che transitino dal conto; se poi così non è, ciò non vorrà dire automatica esclusione del diritto ad ottenerne il rimborso, ma magari più problematica prova del fatto.

Non operare secondo quanto disposto dalla norma, inoltre, è considerata dallo stesso art. 1129, undicesimo e dodicesimo comma, c.c. una grave irregolarità che può portare alla revoca del mandato da parte dell'Autorità Giudiziaria (fino al 30 ottobre 2021 il Tribunale, dal giorno successivo il Giudice Onorario di Pace, come prescritto dal d.lgs n. 116/2017) previo tentativo di rimozione assembleare.

La richiesta di convocazione dell'assemblea, in questi casi, è vincolante anche se presentata da un solo condòmino, ma non dà diritto all'autoconvocazione (come prescritto dall'art. 66 disp. att. c.c.).

Condòmini, condòmini consiglieri e conto corrente

Chi ha diritto d'accesso diretto al conto corrente condominiale?

Risposta: l'amministratore.

E i condòmini?

Risposta: ai sensi dell'art. 1129, settimo comma, c.c. questi, per il tramite dell'amministratore, hanno diritto di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.

Per il tramite dell'amministratore, cioè senza possibilità di richiedere autonomamente la documentazione bancaria (nella maggior parte dei casi l'estratto conto) all'istituto di credito presso il quale è accesso il rapporto di conto corrente?

Sì, in generale è così, niente rapporto diretto tra banca e singoli condòmini. Tale situazione, però, soffre di un'eccezione, ossia quella della mancata risposta dell'amministratore del condominio.

Prima dell'entrata della legge n. 220 del 2012 ciascun condòmino aveva diritto di domandare all'istituto di credito la documentazione periodica afferente al rapporto col condominio.

Con la novella legislativa all'art. 1129 c.c. introdotta dalla predetta legge, in un primo periodo s'è creduto che la locuzione per il «tramite dell'amministratore» limitasse a quest'ultimo i rapporti con l'istituto di credito.

Così non è, almeno secondo l'Arbitro Bancario Finanziario, il quale ha avuto modo di affermare che «la nuova disciplina non prescrive un obbligo, in capo al condomino, di esclusiva richiesta all'amministratore, unico legittimato a richiedere la documentazione, quanto, piuttosto, di preventiva richiesta all'amministratore stesso (così, dec. 8817/2015. Cfr., anche, dec. 691/2015)» (A.B.F. 16 settembre 2016 N. 7960).

Tanto chiarito, allora, appare evidente che ciascun consigliere di condominio, ovvero il consiglio nella sua collegialità possa domandare all'amministratore copia della documentazione periodica riguardante il conto corrente condominiale, potendo, in caso di mancata risposta del mandatario rivolgersi direttamente all'istituto di credito.

Accesso al conto corrente condominiale

Amministratore di condominio

Sempre, cioè il qualunque momento, senza limitazioni ed autorizzazioni da parte dell'assemblea e/o dei condòmini.

Condòmini

Per il tramite dell'amministratore ovvero mediante interrogazione diretta dell'istituto di credito se il primo non ha risposto alle loro richieste

Consiglieri singolarmente e collegialmente considerati

I medesimi diritti riconosciuti ai singoli condòmini.

=> Corretta utilizzazione del conto corrente condominiale: che cosa fare per evitare contestazioni?

=> Ecco cosa succede quando l'amministratore nega l'accesso al conto corrente.

Cerca: accesso conto corrente

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Chiccater
Chiccater mercoledì 07 novembre 2018 alle ore 19:09

Nel nuovo regolamento di condominio abbiamo inserito l'obbligo di pagamento delle rate sempre tramite MAV (in casi eccezionali tramite bonifico o assegno) in modo che sul c/c risulti il nome di chi ha pagato accanto all'importo. In tal modo si evitano contestazioni o errori di registrazione degli avvenuti pagamenti (cosa successa piu' volte in passato, quando qualche Condomino ha pagato in contanti ma non è poi risultato sul rendiconto consuntivo). I pagamenti in contanti, infatti, "non hanno nome". Inoltre, quando l'Amministratore versa dei contanti sul c/c condominiale, sul c/c appare solo la causale "versamento". Io, da quando sono revisore dei conti, mi faccio sempre inoltrere via email una copia dell'e/c annuale e del rendiconto consuntivo prima di convocare l'Assemblea. Vi assicuro che cio' è molto utile per scoprire eventuali errori nelle registrazioni. Cosa ne dite?

Giemme
Giemme mercoledì 07 novembre 2018 alle ore 20:04

Chiaro che il c/c bancario, ancorché diligentemente visionato non può fornire tutte le informazioni necessarie, stante la sinteticità e la mancanza di indicazioni puntuali. E' strumento utilissimo ma non sufficiente. Soccorre però l'art 1130/7 ove viene sancito l'obbligo del registro di contabilità che deve contenere le specifiche di ogni movimento tanto in entrata che in uscita (annotazione entro 30gg dal'effettuazione). Pertanto un buon revisore anche interno o comunque un qualsiasi condomino volonteroso può incrociare i dati del c/c con quelli del registro (cui può avere accesso per legge art.1129) e verificare quanto meno la corretta o meno contabilità. Che poi spesso esista una riottosità da parte di non pochi amministratori è storia di ordinario malcostume. Ma gli strumenti giuridici per contrastarlo esistono.

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