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Le deleghe nelle assemblee condominiali


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Avv. Giuseppe Nuzzo
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Le deleghe assembleari: Casi critici e soluzioni operative con quesitario e formulario

Funzione, natura, contenuto e forma. Rapporti tra condominio delegante e delegato. Limiti e vizi della delega
Casi pratici, regole e modalità di esercizio

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Il collaboratore dell’amministratore può essere delegato? E l'amministratore?

I vizi della delega da chi possono essere fatti valere? Sono valide le clausole che limitano il numero delle deleghe?
Quali sono le conseguenze in caso di violazione?
  • Scopri tutti i casi critici e le soluzioni operative.

NATURA DELLA DELEGA E RAPPORTI CON IL MANDATO » DELEGA COMPROPRIETARI » LA FORMA SCRITTA » MODALITÀ DI ESERCIZIO » CONSEGUENZE IN CASO DI VIOLAZIONE DEI LIMITI LEGALI » IL FALSUS PROCURATOR » I SOGGETTI LEGITTIMATI ...

47 PAGINE
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L’ebook si propone come una guida teorico-pratica sui principali aspetti che caratterizzano l’istituto della partecipazione delegata all’assemblea di condominio. Vengono esaminate la disciplina applicabile, le novità introdotte dalla legge di riforma del 2012, ma anche i problemi rimasti irrisolti, con un costante richiamo alla più recente dottrina e giurisprudenza, anche allo scopo di offrire ulteriori spunti di studio ed approfondimento. Completano l’opera un formulario e un quesitario con le risposte alle domande più frequenti rivolte dai nostri lettori.

La norma principale in materia è l’art. 67 disp. att. c.c., modificato dalla legge di riforma, che contiene poche ma importanti novità finalizzate a garantire più partecipazione alle assemblee e più trasparenza nella gestione condominiale. Anzitutto, l’obbligo di conferire la delega in forma scritta, a pena di nullità. Per limitare la concentrazione delle deleghe, si è poi stabilito che nei condominii con più di 20 unità immobiliari un delegato non può (oltre a sé stesso) rappresentare più di un quinto dei condòmini e dei millesimi. Infine, è stato introdotto il divieto assoluto di conferire delega all’amministratore del condominio.

Le soluzioni scelte, tuttavia, sembrano prestare il fianco a nuovi interrogativi. Ad esempio, il divieto assoluto di delega all’amministratore è stato criticato da parte delle associazioni di categoria, che lo ritengono espressione di una aprioristica, quanto ingiustificata sfiducia sulla professionalità degli amministratori. D’atra parte, dubbi sono stati sollevati anche sulla efficacia pratica del divieto che, ad esempio, non vale per i dipendenti o collaboratori dell’amministratore.

Più in generale, la nuova norma non si occupa della più ampia tematica del conflitto d’interessi, a cui continua ad applicarsi, per analogica, la disciplina societaria. Suscita perplessità anche la scelta di circoscrivere il limite numerico di deleghe ai soli condominii di grandi dimensioni.

La riforma, infine, nulla dice sulle conseguenze della delega viziata, per cui rimangono validi i principi espressi in giurisprudenza, secondo i quali la delibera adottata con i voti determinanti di delegati “abusivi” è da considerarsi annullabile (e non nulla), dunque impugnabile entro il termine perentorio di 30 giorni.

SOMMARIO
  4/5 (totale voti: 11)
Cap. 1La delega in assemblea

Cap. 2Forma e limiti della delega

Cap. 3Disciplina dei rapporti tra delegante e delegato

Cap. 4Il conflitto d’interessi e il divieto di delega all’amministratore

-QUESITI

- FORMULARIO
Dietro ad ogni grande studio ci sono sempre grandi scelte
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