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Le delibere nulle non possono essere sostituite da altre con identico contenuto
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Le delibere nulle non possono essere sostituite da altre con identico contenuto

Ecco perchè le delibere nulle non possono essere sostituite con altre identiche

Avv. Alessandro Gallucci  

Quando si parla di sostituzione di delibere condominiali, si fa riferimento a quella deliberazione assembleare che va a rimpiazzarne una precedente.

Tale facoltà è generalmente riconosciuta dalla dottrina e dalla giurisprudenza quale strumento di autotutela a disposizione del condominio a fronte di eventuali vizi della delibera sostituita.

Ciò può avvenire nel corso di una causa, ma anche prima del contenzioso giudiziale proprio per evitarlo e così sottrarre le decisioni assembleari alla spada di Damocle della dichiarazione d'invalidità.

Eppure, come sottolinea giustamente il Tribunale di Taranto con la sentenza n. 1942 del 15 giugno 2016, la sostituzione di una delibera impugnata è sottoposta a particolari limiti derivanti dal vizio del deliberato sostituito, nonché dalla fase di giudizio nella quale ci si trova.

Entriamo nel dettaglio.

Il caso: due condomine impugnavano delle delibere assembleari con le quali erano stati ratificati una serie di interventi innovativi tesi a consentire l'installazione di un ascensore nel palazzo che ne era originariamente sprovvisto.

L'impugnativa era solamente l'ultima di una lunga serie di azioni giudiziali tutte volte a ottenere l'invalidazione di altri deliberarti aventi il medesimo oggetto. Alcune di queste delibere, impugnate in precedenti giudizi, erano state invalidate, e per quanto riguardava l'installazione del predetto ascensore addirittura dichiarate nulle per violazione del diritto di proprietà dei singoli.

=> Le cause di nullità delle delibere condominiali

Le sentenze che statuivano tali responsi non erano mai state impugnate sicché rappresentavano cosa giudicata, ossia statuizione avente forza di legge tra le parti. Per le condomine, quindi, il continuo riproporre delibere di medesimo contenuto, altro non era che un espediente per superare gli invalicabili limiti conseguenti al formarsi della cosa giudicata.

Il giudice adito ha ritenuto in parte fondate le richieste delle attrici, sancendo quanto appresso.

Sostituzione o ratifica di una precedente delibera

Si diceva, in principio, che la sostituzione (o ratifica) di una precedente delibera è operazione consentita.

Si pensi, su tutte, alle ipotesi di sostituzione di una delibera viziata per omessa convocazione di uno o più condòmini, oppure la sostituzione di delibera con altra di identico contenuto che in prima istanza non aveva raggiunto i quorum deliberativi prescritti dalla legge.

In tutte queste ipotesi, si diceva e si ribadisce, il potere di sostituzione, che altro non è che un potere di autotutela per evitare o porre fine ad un contenzioso, è pacificamente esercitabile.

Il problema si pone laddove la deliberazione sia stata qualificata nulla e per di più la sentenza che abbia accertato tale nullità sia divenuta definitiva. È qui, secondo il Tribunale di Taranto, che si riscontra un'eccezione al generale potere di sostituzione della delibera.

=> Nullità delle delibere condominiali e poteri del giudice

Si legge in sentenza che nel caso di delibere nulles'impone una nuova deliberazione dal contenuto innovativo; con la conseguenza che gli effetti che dalla delibera nulla siano derivati, verrebbero meno definitivamente: volendo prendere in considerazione il caso in esame anche sotto questo profilo” (Trib. Taranto 15 giugno 2016 n. 1942).

Per dovere di precisione, è bene specificare che la sentenza in esame ha più dettagliatamente specificato che le delibere nulle, anche se non passate in giudicato, non sono comunque sanabili ove la delibera sostitutiva abbia medesimo contenuto di quella sostituita.

Certo è che nel caso di “delibere fotocopia”, al giudice non spetterà altro che verificare tale rispondenza di decisioni e ove la prima sia passata in giudicato, rilevare tale circostanza e chiudere il giudizio.

Nessun dubbio, invece, sul potere di ratifica della delibera annullabile oggetto di statuizione giudiziale passata in giudicato. Ove, ad esempio, sia stata annullata la delibera di nomina dell'amministratore per omessa convocazione di un condomino e la sentenza relativa sia passata in giudicato, l'assemblea condominiale è libera di nominare nuovamente quell'amministratore, purché nel rispetto delle maggioranze previste dalla legge.

Scarica Trib. Taranto 15 giugno 2016 n. 1942

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