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Riforma del Catasto: neppure questa è la volta buona
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Riforma del Catasto: neppure questa è la volta buona

Slitta la revisione del sistema catastale

Dott.ssa Marta Jerovante - Consulente Giuridico  

La riforma del catasto salta… e le ragioni sono dichiaratamente politiche

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Slitta la revisione del sistema catastale, e le ragioni sono dichiaratamente politiche: in occasione di un convegno promosso dall'ACEN-Associazione nazionale costruttori edili e dall'Associazione Nazionale Tributaristi Italiani-sezione Campania, il Vice-ministro dell'Economia Enrico Morando ha escluso che l'attuale Governo possa mettere mani alla ridefinizione dei valori catastali prima dello scadere del suo mandato.

«Toccherà ad un governo di nuovo insediamento riscrivere la riforma e farla approvare nei primi mesi in Parlamento».

«Una riforma del sistema catastale avrebbe un costo politico troppo elevato», chiarisce Morando.

Qual può essere il "costo - o sarebbe meglio dire rischio - politico" che il Presidente del Consiglio non intende addossarsi? La possibilità di provocare, con il nuovo sistema, un eccessivo aumento della tassazione immobiliare.

=> In anteprima i contenuti della bozza aggiornata del nuovo catasto

L'iter di questa riforma.

Con la legge 11 marzo 2014 n. 23 il Governo viene delegato ad adottare una serie di decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale, compreso il sistema estimativo del catasto dei fabbricati in tutto il territorio nazionale; tuttavia, a giugno 2015, si assiste allo slittamento della discussione proprio del decreto attuativo della riforma del catasto: da alcune simulazioni dei tecnici emergerebbe che la formula messa a punto per ricalcolare le rendite catastali degli immobili italiani genererà incrementi elevatissimi degli attuali valori.

Il Governo, a fronte dell'idea che si va diffondendo, di un aumento spropositato delle tasse, rinvia allora la revisione al momento in cui si procederà alla revisione del sistema generale di tassazione.

=> Riforma del catasto, anticipazioni sul decreto. A chi incombe l'onere della raccolta dei dati?

Con il Documento di economia e finanze (DEF) del 2016 il Governo fissa comunque al 2018 il termine ultimo per l'attuazione, dichiarando di voler partire dalla revisione delle rendite catastali dei fabbricati a destinazione produttiva ed industriale (D ed E) - cd. imbullonati.

Nel frattempo (2014) si procede alla ridefinizione del ruolo delle Commissioni censuarie, cui spetterà il compito di rivedere valore patrimoniale e rendite degli immobili per allinearli ai valori di mercato.

Del resto,la finalità dell'annunciata riforma del catasto è proprio il riequilibrio del mercato immobiliare e l'introduzione di una maggiore equità nella tassazione degli immobili: che per appartamenti in periferia si paghi più che per case in centro è sotto gli occhi di tutti.

Le ultime affermazioni del Vice-ministro Morando danno però ad intendere che, almeno per questa legislatura, il rinvio della riforma sia definitivo.

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