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Validità dei certificati di residenza
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Validità dei certificati di residenza

I certificati di residenza hanno una scadenza?

Avv. Alessandro Gallucci  

Esiste e se esiste qual è il periodo di tempo di validità di un certificato di residenza?

Alla domanda rispondiamo in seguito alla domanda che ci viene posta da un nostro lettore. Il quesito è il seguente:

Ciao Amici di Condominioweb! Qualche giorno fa dovevo notificare il verbale di un'assemblea ad uno dei condòmini. Notificare, ciò farglielo recapitare da un ufficiale giudiziario. Storia lunga! Diciamo che il condòmino si diverte a non farsi trovare.

Così sono andato presso gli uffici deputati con il certificato di residenza che avevo fatto l'anno scorso per la compilazione dell'anagrafe condominiale e l'addetto cui volevo lasciarlo a dimostrazione della residenza, mi ha detto che quel certificato era scaduto?

Vi risulta che i certificati di residenza abbiano una scadenza? Se sì qual è?

Sì, ha ragione l'addetto all'ufficio notifiche: i certificati di residenza hanno una validità temporale limitata e decorrente dalla data del rilascio.

Di tali certificazioni, cioè del loro rilascio e della validità, si occupa il decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1989 e più nello specifico l'art. 33, rubricato Certificati anagrafici, che recita:

Fatti salvi i divieti di comunicazione di dati, stabiliti da speciali disposizioni di legge, e quanto previsto dall'articolo 35, l'ufficiale di anagrafe rilascia a chiunque ne faccia richiesta, previa identificazione, i certificati concernenti la residenza, lo stato di famiglia degli iscritti nell'anagrafe nazionale della popolazione residente, nonché ogni altra informazione ivi contenuta.

Al rilascio di cui al comma 1 provvedono anche gli ufficiali d'anagrafe di comuni diversi da quello in cui risiede la persona cui i certificati si riferiscono.

Le certificazioni anagrafiche hanno validità di tre mesi dalla data di rilascio.

Il terzo comma è quello che contiene la risposta al quesito che ci è stato inviato dal nostro lettore: il certificato anagrafico ha una validità pari a tre mesi. Si badi: non è che successivamente va considerato scaduto, ma semplicemente non più valido, ossia non utile ai fini delle certificazioni in esso contenute.

Tre mesi sono molti, soprattutto se si pensa che attualmente per fissare la residenza in un determinato luogo basta una semplice dichiarazione – salvo verifica della polizia municipale – presso il competente ufficio comunale.

Resta comunque il fatto che entro i tre mesi dall'emissione il certificato è valido: certo è che se la persona cui notificare l'atto è solita mutare sovente residenza, è sempre meglio anche se si è nell'arco dei tre mesi di validità – valutando l'importanza della tempestiva correttezza della notifica – richiedere un certificato a ridosso della data della notifica (al massimo del giorno precedente), nonché domandare all'ufficiale giudiziario che la stessa sia effettuata con urgenza, proprio per fare in modo che le attestazioni del notificante siano pienamente valide e non superate da un successivo cambio di luogo di dimora.

Ricordiamo che il certificato di residenza non sconta l'imposta di bollo se serve per la notificazione di atti giudiziari, ex art. 18 d.p.r. n. 115/02.

=> Cambio residenza, ecco cosa fare per essere in regola

=> Che cosa fare se l'ex inquilino non cambia residenza?

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Roberto
Roberto martedì 17 ottobre 2017 alle ore 18:01

Ho un problema simile e vorrei sapere se c'è un riferimento scritto di un decreto legge successivo a quello del 1989, in cui si esplicità l'estensione della validità dei certificati anagrafici dai 3 iniziali ai 6 mesi attuali.
Grazie!

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