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La trasformazione della tettoia in veranda, senza permesso di costruire, costituisce reato
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La trasformazione della tettoia in veranda, senza permesso di costruire, costituisce reato

Quando la trasformazione della tettoia in veranda costituisce reato

Avv. Leonarda Colucci  

Coloro che intendono trasformare una tettoia in veranda, chiudendola con pannelli di vetro su intelaiatura metallica, devono chiedere concessione edilizia o possono procedere autonomamente ritenendo che la realizzazione di tale opera, poiché precaria ed amovibile, rientra nell'attività edilizia libera realizzabile senza alcun titolo abilitativo?

La terza sezione penale della Corte d'appello di Roma, riportandosi ad un orientamento ormai consolidato, ha stabilito che la trasformazione di una tettoia, circondata da muri perimetrali, in veranda mediante chiusura tramite pannelli di vetro su intelaiatura metallica, non costituisce realizzazione di una mera pertinenza né intervento di manutenzione straordinaria, ma è un'opera soggetta a concessione edilizia ovvero a permesso di costruire altrimenti si incorre nel reato previsto dall'art. 44 del Dpr 380/2001 (Testo unico dell'edilizia).

Tizio viene imputato del reato di previsto dall'articolo 44, comma 1 lett. b del Dpr 380/2001 poiché, in assenza di permesso di costruire, ha trasformato una tettoia in veranda realizzando una struttura in ferro (intelaiatura) su cui venivano collocati dei pannelli di vetro scorrevoli con apertura a soffietto.

In primo grado il Tribunale di Roma aveva dichiarato di non doversi procedere nei confronti dell'imputato per intervenuta prescrizione.

La difesa dell'imputato ricorre in appello chiedendo la sua assoluzione con formula piena ribadendo che il fatto non è previsto dalla legge come reato o non costituisce reato: sostenendo che l'opera realizzata non necessitava di permesso di costruire in quanto i pannelli in policarbonato erano stati posti per sostituire e rinforzare la precedente ed identica copertura e che la stessa opera di rafforzamento costituiva solo opera di manutenzione ordinaria e, costituendo i vetri a soffietto struttura precaria, la stessa non era soggetta ad alcuna autorizzazione.

=> Una costruzione è un qualsiasi manufatto in grado d'incrementare la consistenza di un precedente immobile cui è collegato

La terza sezione penale della Corte d'appello di Roma, ha confermato la sentenza di primo grado, condividendo l'orientamento ormai consolidato della giurisprudenza di legittimità secondo cui la trasformazione di una tettoia in veranda con struttura in metallo chiusa da pannelli di vetro a soffietto è un'opera soggetta a concessione edilizia ovvero a permesso di costruire. (Cass. pen. Sez. III Sent., 26-04-2007, n. 35011)

In particolare, precisa la sentenza, una veranda chiusa da pannelli di vetro a soffietto deve considerarsi alla stregua di un nuovo locale autonomamente utilizzabile che difetta del carattere della precarietà dato che non è un'opera che sopperisce ad esigenze temporanee e contingenti, ma è destinata a durare nel tempo ampliando il godimento dell'immobile.

=> La chiusura con vetrate del balcone costituisce abusivismo edilizio?

Per quanto riguarda, invece, la tesi della modesta entità delle dimensioni della veranda perorata dalla difesa la stessa non trova riscontro dato che, nel caso di spese, la sua realizzazione ha assicurato un nuovo spazio al corpo immobiliare preesistente che, proprio perché difetta del carattere della precarietà, necessita di permesso a costruire poiché costituisce un organismo edilizio a parte autonomamente utilizzabile.

A tal riguardo la Corte d'appello si riporta ad un precedente della Cassazione che ha già ribadito in passato che la veranda non rappresenta un'opera precaria, al quale segue un intervento più recente secondo che ha ribadito come la semplice trasformazione di un balcone in veranda rappresenta un'opera per la realizzazione della quale è necessaria ottenere un permesso di costruire.( Cass. pen.6.4.1988 n. 6127; Cass. pen. 3.12.2013 n. 1483).

Applicando tali principi la Corte d'appello ha confermato la sentenza di primo grado, ribadendo che l'imputato non può essere assolto con formula piena puntualizzando che lo stesso si salva dal reato previsto dall'art. 44, comma primo lett. b) del Dpr 380/2001 che sancisce "l'arresto fino a due anni e l'ammenda da € 10.328 a € 1.032,90 euro nei casi di esecuzione dei lavori in assenza del permesso di costruire….." solo per l'intervenuta prescrizione!

=> La veranda, installata sul terrazzo, va abbattuta

=> Se il vicino costruisce una tettoia che pregiudica la veduta

Scarica Corte d'appello di Roma, III sez. pen., 19.3.2015

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Ensiro
Ensiro martedì 12 luglio 2016 alle ore 18:01

Dato che sono in una condizione simile mi farebbe piacere conoscere quando scatta la prescrizione. Grazie

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