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Come portare a spasso il proprio cane senza danneggiare gli immobili altrui? La Cassazione appronta un piccolo galateo per i proprietari
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Come portare a spasso il proprio cane senza danneggiare gli immobili altrui? La Cassazione appronta un piccolo galateo per i proprietari

Quando il cane imbratta la facciata del condominio cosa rischia il padrone

Dott. Ivan Meo  

Quando la buona educazione può evitare una condanna

Il caso. Un uomo viene accusato dal proprietario di un edificio dichiarato di notevole interesse storico architettonico, ubicato nel centro di Firenze, di aver imbrattato la facciata dell'immobile permettendo che il cane vi orinasse sopra. Il giudice di pace aveva accolto le ragioni del proprietario del palazzo, ma il Tribunale di Firenze ha accolto, invece, l'appello del padrone del cane.

Il giudizio del Tribunale. Il giudice fiorentino ha riconosciuto, infatti, che il proprietario non aveva l'intento dichiarato di imbrattare il muro in quanto non avrebbe di certo potuto orientare un bisogno fisiologico del cane.

Inoltre, era munito di una bottiglietta d'acqua, che ha utilizzato per ripulire l'urina del cane, come la stessa persona offesa ha dichiarato.

Infine, non si può provare che il muro, già piuttosto malandato, sia stato effettivamente rovinato dall'orina del cane. Per tutte queste ragioni il ricorso non è stato considerato fondato.

La sentenza della Cassazione. Con la sentenza n. 7082/2015 la Corte di Cassazione mette un punto fermo sul comportamento che i proprietari di cani devono tenere quando portano a spasso i propri animali.

Prima di tutto, essi devono fare in modo che i cani non sporchino i beni altrui, quali muri di affaccio degli stabili o veicoli.

Condividendo le argomentazioni del Tribunale, non ha riconosciuto nel proprietario del cane né un delitto di dolo (art. 638 comma 2 Codice penale), ossia di volontà di imbrattare, né tantomeno uno di colpa cosciente, cioè di astensione dall'agire doveroso di rimediare a un danno provocato anche involontariamente.

La questione affrontata inoltre - precisa la Corte - non è circoscritta al solo caso specifico, ma "coinvolge interessi diffusi nella vita quotidiana nella quale si contrappongono i diritti e gli interessi di milioni di persone divisi tra la legittima tutela dei beni di proprietà e la posizione di chi accompagna animali da compagnia sulla pubblica via.

Si tratta di rapporti, interessi ed esigenze talvolta contrapposti che si inseriscono in un più ampio quadro di convivenza, di rispetto civile, di tolleranza ma anche di malcostume di fronte ad un fenomeno che non può essere sottaciuto in quanto parte della realtà quotidiana soprattutto nei grandi agglomerati urbani".

Da non perdere: In galera il proprietario del cane aggressivo, anche se chiuso nel giardino di casa.

Il vademecum per i proprietari. Tuttavia, avendo considerato che il tema è di diffuso interesse tanto per i proprietari di immobili quanto per i proprietari di animali da compagnia e che quotidianamente ci si può imbattere nel problema dell'imbrattamento di beni altrui da parte dei propri cani, la Cassazione ha indicato, nella sentenza in oggetto, un breve vademecum per chi conduce il proprio animale domestico sulla pubblica via, "non essendo ipotizzabile che l'animale sia costretto a espletare i propri bisogni fisiologici all'interno di luoghi di privata dimora".

Ecco le regole che il proprietario deve cercare di rispettare per non incorrere in spiacevoli conseguenze:

a. vigilare attentamente i comportamenti del cane;

b. limitare anche la libertà di movimento con l'aiuto di un guinzaglio;

b. tentare di farlo desistere, quantomeno nell'immediato, dall'azione di espletare i propri bisogni, se quest'atto comporta l'imbrattamento di beni altrui;

c. deve intervenire coscienziosamente per rimediare all'imbrattamento, rimuovendo le feci del proprio cane o ripulendone l'urina con dell'acqua.

Le conseguenze. Al proprietario che non si attenga a una simile condotta può essere imputata un'attività di "malgoverno del rischio stesso dipendente da disattenzione, sciatteria o imperizia nella conduzione del cane, situazioni comunque riconducibili alla sfera della colpa ma non certo del dolo (neppure nella forma del dolo eventuale)".

L'ordinanza del Ministero della salute. E' necessario ricordare che il Ministero della Salute ha emesso una ordinanza con la quale ha vietato i guinzagli in estensione - il limite massimo scende a 1,5 metri di lunghezza- ed ha reso obbligatorio, in ogni caso, la raccolta delle feci dell'animale. L'Ordinanza è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.209 di venerdì 6 settembre 2013 e sarà efficace per 12 mesi.

Infine, molti Comuni hanno ritenuto necessario regolamentare questo fenomeno con precise ordinanze comunali.

Ad esempio, alcuni comuni hanno deciso di applicare la sanzione, senza la necessità di essere colti flagranza: anche chi non viene colto sul fatto ma viene fermato dalla Polizia locale a passeggio con il cane senza gli strumenti idonei alla pulizia sarà sanzionabile. Le multe vanno dai 25 a 150 euro.

Arriva l'amministratori di condominio detective. Nel Massachusetts, un gruppo di amministratori di un condominio, stanchi di trovare deiezioni canine non raccolte negli spazi comuni, hanno deciso di utilizzare il test del DNA delle feci dei cani residenti negli edifici condominiali.

Il motivo che ha indotto gli amministratori a ricorrere a questo metodo è stato perché ogni volta che il padrone veniva colto in flagrante la risposta era. "provi che sia stato il mio cane", Per tali ragioni si è deciso di avviare il procedimento campionatura del DNA di tutti i cani dell'edificio.

Tale procedimento può essere effettuato anche senza l'approvazione del proprietario perché, stando alle normative statunitensi, l'amministratore può imporre agli inquilini di sottoporre tutti i cani a prelievo del DNA, tanto che l'obbligo può essere inserito anche nel regolamento condominiale.

Costruito il database, si raccolgono gli escrementi rilevati nel condominio e li si inviano al laboratorio che ne estrae il DNA e lo si confronta con il materiale genetico in archivio.

Identificato il proprietario, viene comminata una multa di 100 dollari, a cui si aggiungono altri 50 dollari per i costi del test. Caso risolto. Elementare Watson!

=> Cosa succede se il cane morde un condomino.

Scarica Corte Suprema di Cassazione, II Sez. Pen., n. 7082 del 12/02/2015

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Stefano SST
Stefano SST mercoledì 27 aprile 2016 alle ore 11:35

Cani, fin troppi; non capisco perchè tutti debbano sopportare, perchè di questo si tratta, i cani degli altri, quando quest'ultimi rendono felici solo i loro padroni e rechino disturbo o al limite indifferenza agli altri.
I padroni di cani sono generalmente dei grandissimi maleducati e spesso arroganti che maltrattano i loro animali tenendoli entro borse o locali angusti e non dando loro la libertà che tutti agognano (libertà di movimento) ovviamente, la nazione italiana è arretrata, andate a NY ed osservate se i cani ed i loro padroni non osservano le regole (guinzaglio sempre, pulizia assoluta) perchè li multano come dovrebbe e non come in Italia in cui "forse potrebbe magari in caso una multina ... ma no va povero animale!" Che nazione di cioccolatai!!!

Anna
Anna sabato 29 aprile 2017 alle ore 20:28

Grazie, grazie di cuore a tutti gli intervenuti a questo scambio di opinioni......Avevo quasi dimenticato perchè ritengo gli animali al di sopra di alcuni bipedi considerati pensanti, voi me lo avete ricordato....
Che dimenticanza imperdonabile la mia !
E dire che il " regno animale " comprende anche noi, riusciamo a contaminare proprio tutto !

Antonio
Antonio domenica 19 novembre 2017 alle ore 23:03

galateo per i padroni di cani? Una contraddizione in termini

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