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Prolungamento dell'orario di accensione dell'impianto di riscaldamento: raccolta di firme e suo valore
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Prolungamento dell'orario di accensione dell'impianto di riscaldamento: raccolta di firme e suo valore

L’impianto di riscaldamento, tra i beni e servizi comuni, è quello per il cui funzionamento sorgono maggiori problematiche e contrasti con riferimento all’orario di accensione.

Prima d’ogni cosa va ricordato che, salvo particolari ipotesi (in sostanza le zone montane), la possibilità di mantenere in funzione l’impianto, in relazione a periodo dell’anno e fascia oraria, è regolata dal d.p.r. n. 412/93 ed in particolare dal suo art. 9 che recita:

L'esercizio degli impianti termici è consentito con i seguenti limiti massimi relativi al periodo annuale di esercizio dell'impianto termico ed alla durata giornaliera di attivazione:

Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo;

Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo;

Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo;

Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile;

Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile;

Zona F: nessuna limitazione

Al di fuori di tali periodi gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l'esercizio e comunque con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita a pieno regime ”.

A ciò bisogna aggiungere che “ È consentito il frazionamento dell'orario giornaliero di riscaldamento in due o più sezioni.

La durata di attivazione degli impianti non ubicati nella zona F deve essere comunque compresa tra le ore 5 e le ore 23 di ciascun giorno” (art. 9, terzo e quarto comma, d.p.r. n. 412/93).

La decisione sull’accensione dell’impianto può essere contenuta rispettivamente; a) nel regolamento di condominio, che ai sensi del primo comma dell’art. 1138 c.c. deve disciplinare l’uso delle cose comuni; b) in una deliberazione dell’assemblea di condominio, che è l’organo con i poteri di gestione delle cose comuni; c)in mancanza dall’amministratore che ai sensi dell’art. 1130 c.c. deve disciplinare e garantire l’uso dei servizi comuni.

Poniamo il caso che in una compagine condominiale della zona E si decida, in ragione della mitezza della stagione invernale, di mantenere accesso l’impianto per 10 ore frazionate in più sezioni. S’ipotizzi che un’improvvisa ondata di gelo consigli il mantenimento in funzione per tutto il periodo consentito. Chi può prendere tale decisione? E’ evidente che una modifica del regolamento di condominio risulterebbe quanto meno articolata in ragione del fatto che dovrebbe essere convocata l’assemblea e raggiunto il quorum deliberativo necessario utile ad operarla. Allo stesso modo una deliberazione assembleare semplice potrebbe portar via tempo inutilmente in relazione alle impellenti necessità di riscaldare gli ambienti per più tempo. In questo caso, salvo espressa differente disposizione del regolamento o dell’assemblea, l’amministratore, magari sollecitato da una raccolta firme dei condomini, potrà aumentare il periodo d’accensione avendo riguardo delle esigenze temporanee. La raccolta firme, sostanzialmente, ha un valore di stimolo e proposta ma nessuna efficacia vincolante.

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