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Prelievo contanti dal conto corrente condominiale
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Prelievo contanti dal conto corrente condominiale

L'amministratore non ha limiti al prelevamento di somme contanti dal conto corrente condominiale.

Avv. Alessandro Gallucci  

Entro che limiti l'amministratore di condominio può prelevare contanti dal conto corrente condominiale?

Abbiamo ricevuto questa domanda da un nostro lettore che specifica: “Con alcuni vicini del mio condominio abbiamo chiesto all'amministratore copia del rendiconto, dell'estratto del conto corrente e di tutta la documentazione.

Ci siamo resi conto che ogni mese, più o meno, l'amministratore preleva 150,00 euro, ma che in quello stesso periodo le spese sostenute e non direttamente addebitate sul conto ammontano ad € 100,00. Però dall'esame del rendiconto ci sembra tutto in ordine.

Esiste un tetto di massimo di prelievi anche in termini di somme cui l'amministratore è soggetto?

Premessa: se si hanno difficoltà a ricostruire le movimentazioni contabili e quindi a leggere la contabilità condominiale è utile valutare l'ipotesi, singolarmente, in gruppo o a seguito di deliberazione assembleare, di rivolgersi ad una persona che sappia leggere la contabilità condominiale e che possa aiutare ad orientarvisi.

In tal senso è consigliabile individuare un bravo amministratore, oppure un revisore condominiale. Su quest'ultima figura è bene sempre tenere presente che si tratta, in termini formali, di una figura nuova, il semplice titolo può essere speso senza necessità di autorizzazioni o esami, sicché è fondamentale comprendere, prima di rivolgersi al revisore, l'effettiva esperienza in ambito condominiale.

Tornando all'argomento principale:
l'amministratore, salvo i limiti imposti dall'istituto di credito ai prelievi (es. limite giornaliero e/o mensile presso gli sportelli bancomat), non ha limiti al prelevamento di somme contanti.

Egli può prelevare € 100,00 al mese, così come € 1.000,00. Due sono gli aspetti importanti in relazione alla gestione del conto corrente condominiale e del condominio:

a) che tutte le somme incassate e da spendere passino prima dal conto corrente;

b) che l'amministratore gestisca il condominio senza ingenerare confusione tra il suo patrimonio e quello di altri condomini.

Il fatto, quindi, di prelevare € 150,00 al mese è perfettamente lecito: l'amministratore può utilizzarli per le spese correnti quali, bollette, raccomandate, fotocopie, ecc. ecc. Non più per il pagamento di fatture relative a compensi soggetti alla ritenuta d'acconto.

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La legge di stabilità per l'anno 2017, infatti, ha imposto il pagamento con metodi tracciabili di questi compensi.

Il fatto che non si riesca a comprendere l'uso fatto di una parte di questi soldi, non vuol per forza dire che l'amministratore se ne sia appropriato, specie se non si ha grande confidenza con la contabilità condominiale.

Occorre approfondire la questione nei modi indicati in premessa e solo successivamente trarre le dovute conseguenze.

In ogni caso, l'assemblea, con propria deliberazione, può specificare che l'amministratore sia tenuto a pagare tutte le spese condominiali con versamenti direttamente effettuati dal conto corrente condominiale, insomma vietando l'uso del contante.

In tal caso sarebbe utile che tutti i condòmini versassero le quote condominiali direttamente sul conto corrente del condominio.

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