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Uso del contante per il pagamento delle spese condominiali. Interviene il Ministero dell'Economia e delle Finanze
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Uso del contante per il pagamento delle spese condominiali. Interviene il Ministero dell'Economia e delle Finanze

Pagare le spese condominiali con i contanti.

Dott.ssa Maria Adele Venneri  

Il 24 settembre, il Ministero dell'Economia e delle finanze, rispondendo ad un'interrogazione a risposta immediata, ritorna sulla questione dell'uso del contante per il pagamento delle spese condominiali.

Il quesito.

La domanda posta parte dal presupposto che dal 18 giugno 2013 è in vigore la nuova disciplina civilistica del condominio, a seguito della L. n. 220/2012.

Tra gli adempimenti amministrativi e contabili introdotti dalla novella legislativa figura l'obbligo, imposto all'amministratore, “ … a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio…”, ex art. 1129, comma VII, Cod. Civ..

L'articolo novellato, dunque, introduce il principio della tracciabilità delle somme di gestione condominiale.

Questi nuovi obblighi a carico degli amministratori hanno creato, però, non poche preoccupazioni tra gli addetti al settore.

=> Contestazioni spese condominiali: quando il conduttore prende tempo chiedendo l'incontro per saldare le spese.

La previsione dell'obbligo di cui all'articolo succitato rischia di arrestare la gestione condominiale.

Infatti, i deputati interroganti ( Pisano e altri) hanno rilevato che i nuovi obblighi hanno rischiato di "paralizzare la gestione condominiale, imponendo un divieto assoluto all'amministratore di prelevare o depositare dei contanti dal conto corrente" e hanno suggerito di consentire all'amministratore di versare o prelevare contante dal conto corrente, anche mediante l'indicazione di una generica causale, "purché della gestione del denaro vi sia dettagliato riscontro nella contabilità condominiale" tramite annotazioni analitiche.

La risposte del MEF.

Il vice ministro dell'economia, Luigi Casero, contrariamente, ha respinto l'interpretazione dei deputati perché non avrebbe consentito la piena tracciabilità di tutte le movimentazioni bancarie.

Il vice ministro, dunque, citando la Nota, Prot. DT 10492, (emanata dal Dipartimento del Tesoro il 5 febbraio 2014), che in relazione al divieto di contante nel pagamento dei canoni di locazione, richiama la L. n. 231/2007 che fissa a 1.000,00 euro il limite per libera circolazione dei contanti, chiarisce che "tale interpretazione possa essere ragionevolmente estesa anche alla fattispecie oggetto dell'interrogazione"

La nota sulla tracciabilità dei canoni di locazione, si è occupata, infatti, del problema analogo dell'uso del contante per pagare gli affitti.

Richiamando la suddetta Nota (nella parte in cui si riferisce ai rapporti di locazione), ha affermato, dunque, che la soglia di criticità scatta solo dopo i mille euro in contanti e che la finalità della legge di conservare traccia delle transazioni in contante "può ritenersi soddisfatta fornendo una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro al pagamento del canone di locazione".

Pertanto ora, secondo il MEF, tale principio può essere esteso e applicato anche per l'uso di denaro contante nel condominio.

Con un'adeguata documentazione, dunque, il problema del passaggio di contanti, sempre sotto il limite di mille euro, non sussiste.

Alla luce della recentissima risposta del Mef l'uso del contante è consentito ma occorrerà:

  • sempre rispettare il limite dei mille euro per non incorrere nell'irrogazione delle sanzioni anti-riciclaggio;
  • e dovrà essere strettamente tracciato.

=> Pagare in contanti le spese condominiali.

Cerca: contante spese condominiali

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Silvestro Schena
Silvestro Schena mercoledì 07 settembre 2016 alle ore 17:47

Io non ritengo assolutamente accettabile quanto è stato deciso, Infatti non è raro il caso dell'uso del denaro condominiale per la risoluzione dei problemi personali dell'amministratore. Il sentirsi dire che, in mancanza di credito sul conto corrente intestato al condominio. l'amministratore ha dovuto prelevare dal suo conto per far front ai debiti del condominio. In caso di morosità da parte di uno o più condomini l'amministratore è obbligato fornire al creditore i nominativi degli inadenmpienti.

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