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La parziarietà delle obbligazioni condominiali: come agire una volta ottenuto il decreto ingiuntivo?
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La parziarietà delle obbligazioni condominiali: come agire una volta ottenuto il decreto ingiuntivo?

Obbligazioni condominiali, che cosa deve fare il creditore per ottenere il pagamento del giusto dovuto?

Avv. Alessandro Gallucci  

La sentenza n. 9148, resa dalle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione l’8 aprile del 2008, che più volte abbiamo avuto modo di commentare, ha espresso un concetto fondamentale in materia condominiale: le obbligazioni hanno natura parziaria. In sostanza, come evidenziamo quando si parla di spese, ognuno paga per sé e nessuno può essere esecutato per l’intero debito.

La sentenza non è andata esente da critiche: troppi dubbi e un ingiustificato aggravamento della posizione del debitore Ciò detto è anche utile domandarsi: che cosa deve fare il creditore per ottenere il pagamento del giusto dovuto? Lo ha fatto criticamente, il giudice di pace di Salerno con una pronuncia dello scorso 16 febbraio.

Si legge nella sentenza che “ il thema decidendum (della causa n.d.A.), scaturito dagli effetti pratici conseguenti alla interpretazione sancita dalle sezioni unite in tema di obbligazioni dei condomini ritenute parziarie e non più solidali, è rappresentato dallo stabilire come si attua in concreto per il creditore procedente il diritto di procedere all’esecuzione individualmente nei confronti dei singoli condomini,secondo la quota di ciascuno e non per l’intero”e subordinatamente se sia necessaria la (ulteriore) notifica del titolo esecutivo ai singoli condomini. […] Passando all’esame della fattispecie, non c’è chi non veda che l’interpretazione di principio, fornita dalle Sezioni Unite ha creato enormi problematiche sul piano pratico, ponendo,involontariamente, a carico del creditore una serie di costi,di oneri e di ritardi che la precedente interpretazione (obbligazione solidale) aveva tenuto in giusta considerazione evitando altresì la moltiplicazione dei processi.

Infatti, la parte vittoriosa dopo aver atteso l’esito di una decisione,deve parcellizzare il proprio credito e rivolgersi nei confronti del singolo condomino, rischiando, in caso di insolvenza, anche la perdita di porzione del proprio credito non potendo rivalersi nei confronti degli altri condomini.

Passando all’esame in concreto dello svolgimento dell’azione esecutiva, si osserva che il cancelliere ai sensi dell’art.475 c.p.c. può rilasciare una sola copia esecutiva in originale.

Orbene, considerato che in ipotesi di espropriazione forzata la copia esecutiva “originale” va depositata nel fascicolo di esecuzione, è evidente l’impossibilità di procedere ad esecuzione forzata nel confronti di più di un condomino per volta.

Nel caso in esame, essendo il condominio de quo, composto da 34 unità immobiliari, l’attore dovrebbe proporre 34 distinte azioni esecutive ed aspettare l’esito di ognuna per poi iniziarne un’altra.

Considerati i tempi medi di ogni singola azione esecutiva l’attore, qualora sia creditore di un condominio, dovrebbe attendere anni per il soddisfacimento del suo credito.

E’ evidente che tale interpretazione non può essere accettata, e stride fortemente con i principi del nostro ordinamento e di quello comunitario.

Allora l’unico modo per poter procedere esecutivamente è quello di richiedere più copie esecutive della sentenza ai sensi dell’art.476 c.p.c. ,invocando la sussistenza del giusto motivo richiesto da tale ar ticolo e motivandolo con la indicazione delle tabelle millesimali con la difficoltà di reperimento delle stesse e con l’onere del la prova di fornire i nominativi dei proprietari delle singole unità immobiliari, o, addirittura, con maggiori difficoltà e costi, quello di ritenere necessaria la formazione di tanti titoli (decreti ingiuntivi) nei confronti dei singoli proprietari (GdP Salerno 16 febbraio 2012).

Abbiamo voluto riportare quest’ampio passo della pronuncia per evidenziare un aspetto che, almeno agli addetti ai lavori, pare sempre più evidente. Affermare un principio in teoria sacrosanto, quello che abbiamo sintetizzato nell’ognuno paga per sé, può comportare degli stravolgimenti pratici perniciosi se la normativa vigente è lacunosa.

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