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Morosità condomino e interruzione della fornitura d'acqua.
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Morosità condomino e interruzione della fornitura d'acqua.

In caso di morosità del singolo condòminio subiscono l'interruzione del servizio anche i proprietari in regola con il versamento degli oneri.

Avv. Giuseppe Zangari - Foro di Padova  

L'amministratore è l'unico soggetto legittimato al pagamento del corrispettivo per la fornitura d'acqua e, pertanto, in caso di morosità del condominio,subiscono l'interruzione del servizio anche i proprietari in regola con il versamento degli oneri condominiali. Una sentenza controversa.

La vicenda. A fronte della persistente morosità di un Condominio AMAG decide di ridurre al minimo la fornitura d'acqua al medesimo in applicazione del "Regolamento di utenza per l'erogazione del servizio idrico integrato nell'ATO 6 Alessandrino".

Alcuni condomini si rivolgono all'autorità giudiziaria tramite un ricorso ex art. 700 c.p.c. -un procedimento cautelare d'urgenza con effetto anticipatorio della sentenza resa all'esito dell'eventuale giudizio ordinario di cognizione - sostenendo di avere regolarmente pagato gli oneri condominiali relativi all'utenza e che, pertanto, l'interruzione del servizio non può essere loro applicata.

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Il provvedimento cautelare. Il Tribunale di Alessandria, in composizione monocratica, accoglie il ricorso e ordina di ristabilire l'ordinario approvvigionamento al Condominio, rilevando che "pur essendo il contratto di fornitura intestato al Condominio e del pari inconfutabile l'esistenza di una morosità del Condominio "L.B.", posto che tutte le fatture intestate all'utenza risultano insolute, tanto che in relazione ad esse è stato emesso un decreto ingiuntivo, una sospensione delle forniture per i servizi condominiali dell'intero edificio, indipendentemente dalla morosità soltanto di alcuni, facente leva sull'intervenuta stipula di un contratto di somministrazione esclusivamente tra l'amministratore e l'azienda fornitrice, si giustificherebbe solo in relazione alle utenze di cui beneficiano parti comuni degli edifici (e non le singole unità immobiliari), quali ad es. luce nelle scale e acqua nei cortili condominiali".

In altri termini,la circostanza che il contratto di fornitura fosse stato stipulato dall'amministratore potrebbe comportare, in caso di morosità del Condominio, la riduzione del servizio con riferimento alle sole parti comuni del fabbricato, ma non rispetto alla totalità degli immobili, coinvolgendo in tal modo anche gli incolpevoli condomini virtuosi.

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La fase di reclamo.AMAG propone reclamo avverso la suddetta ordinanza eccependo, tra l'altro, che il regolare versamento degli oneri condominiali da parte dei ricorrenti non è opponibile ai terzi, rimanendo tale circostanza nell'ambito dei rapporti interni tra i singoli condomini e l'amministratore.

I condomini virtuosi partecipano anche a tale fase processuale rilevando che la responsabilità del singolo proprietario rispetto alle obbligazioni assunte dal Condominio è governata dal principio della parziarietà (Cass. Civ. S.U. n. 9148/2008) e che, pertanto, AMAG avrebbe dovuto sospendere selettivamente il servizio nei confronti dei soli condomini morosi.

Sulla scorta di una pronuncia di Cassazione (Cass. Civ. n. 3636/2014), che "a fronte di un contratto che vincola il condominio solo l'amministratore pro tempore è legittimato a provvedere al pagamento delle somme dovute a titolo di corrispettivo del servizio erogato, con la conseguenza che il pagamento eventualmente eseguito dal singolo condomino non è idoneo ad estinguere il debito nei suoi confronti"le doglianze dell'azienda trovano accoglimento.

In particolare il Giudice estendendo il principio alla fattispecie di cui alla controversia in oggetto - attinente la sorte del condomino che versa regolarmente gli oneri a un condominio ciò nonostante moroso nei confronti dei fornitori - ritenendo che "la circostanza che alcuni dei condomini abbiano provveduto al versamento a favore del condominio delle quote stabilite per le spese ordinarie di gestione (e quindi anche delle spese per il servizio idrico) costituisce un dato che attiene unicamente ai rapporti tra condomini, ma non può assumere nessun rilievo nei rapporti con un soggetto esterno", e che, pertanto, "gli odierni resistenti (i condomini virtuosi) non hanno provveduto a pagare il debito pro quota a mani di AMAG (pagamento che non sarebbe stato comunque idoneo a estinguere il debito) e l'amministratore non ha provveduto a versare alla società fornitrice le somme dagli stessi versate nelle casse condominiali per il servizio idrico".

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In definitiva, a parere del Tribunale, "nessuna somma è stata versata alla società fornitrice in pagamento del servizio erogato ai sigg. D'O., A., M., C. (i condomini virtuosi); se infatti gli odierni resistenti sono in regola con il pagamento delle rate condominiali, sono - al pari di tutti gli altri condomini - totalmente inadempienti nei confronti di AMAG.

Risulta dunque legittima la riduzione della fornitura d'acqua nei confronti dell'intero Condominio.

Alcune considerazioni critiche. La decisione, seppur adeguatamente motivata, appare quantomeno discutibile sotto un profilo di giustizia sostanziale, equiparando negli effetti e nelle conseguenze dannose i comportamenti di condomini virtuosi e inadempienti.

In tal senso appare ben poco consolatorio il suggerimento indicato dal Giudice, consistente nel sollecitare l'amministratore a versare ai fornitori le quote incassate e far valere nei confronti dei condomini morosi i pagamenti già eseguiti.

Una soluzione più efficace potrebbe essere data dal novellato art. 63 disp. att. c.c., che permette di sospendere al condomino moroso l'erogazione dei servizi comuni che possono essere separatamente goduti, e, per l'effetto, di contenere l'esposizione debitoria nei confronti del fornitore.

Tuttavia, da un lato le difficoltà di carattere tecnico inerenti il godimento separato dell'utenza, dall'altro lato il potenziale conflitto con diritti e beni primari costituzionalmente garantiti, rendono la soluzione prospettata dalla suddetta norma di problematica applicazione.

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Scarica Tribunale Alessandria del 17 luglio 2015

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DISTINT
DISTINT martedì 24 maggio 2016 alle ore 13:08

cONTRO I MOROSI NON VI SONO DELLE VERE E PROPRIE LEGGI CHE IMPONGONO DI USARE I SERVIZZI COMUNI PERCHè DETTE LEGGI DICONO DA UNA PARTE TUTTO E DALL'ALTRA IL CONTRARIO DI TUTTO, PER CUI ANCHE SE IL CONDOMINIO DECIDESSE DI DIVIDERE LA CISTERNA COMUNE QUESTO COMPORTEREBBE UNA SPESA NON INDIFFERENTE( vASCHE, IMPIANTISTICA, CONTATORI ) SE INVECE ESAMINIAMO L'ASCENSORE QUESTO A CONDIZIONE CHE NON CI SIANO INVALIDI POSSONO ESSERE VIETATI AL CONDOMINO MOROSO , MA OCCORRE SENTENZA , POI PER EVITARNE L'USO BISOGNEREBBE METTERE DELLE SERRATURE MA PRIMA O POI QUESTI RIESCONO AD AVERNE COPIA , SENZA PARLARE POI DEGLI ALTRI SERVIZZI COMUNI INDIVISIBILI , LUCE SCALA O AREE COMUNI , MANUTENZIONI VARIE , PULIZIA SCALA. LA VERITA A MIO MODO DI VEDERE LA COSA E CHE NON VI SONO SOLUZIONI SONO PROBLEMATICHE A CARICO DELLA GENTE ONESTA CHE PAGA, COSA BEN DIVERSA INVECE IN GERMANIA E SE FACCIO UN PARAGONE PREFERISCO UN NO COMMENT.

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