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Mancato allaccio all'impianto di fornitura del gas. Perché non è possibile fare ricorso ad un provvedimento d'urgenza?
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Mancato allaccio all'impianto di fornitura del gas. Perché non è possibile fare ricorso ad un provvedimento d'urgenza?

l'interruzione della fornitura del gas per uso domestico non rappresenta un danno grave ed irreparabile

Avv. Leonarda Colucci - Foro Brindisi  

Un'ordinanza del Tribunale di Macerata ha stabilito che l'interruzione della fornitura del gas per uso domestico non rappresenta un danno grave ed irreparabile tanto da giustificare il ricorso ad un provvedimento d'urgenza.

Il caso. Dopo aver accumulato un serie di morosità nel pagamento delle fatture del gas, ed avendo subito la disattivazione del servizio da parte di Enel energia spa, l'utente si rivolge ad altro gestore che nega l'attivazione del servizio in base al fatto che non aveva ricevuto alcun nulla osta da parte del precedente gestore.

L'utente, a tal punto, con ricorso ex art. 700 cpc richiede un provvedimento d'urgenza che imponga ai gestori la riattivazione del servizio di fornitura del gas, ponendo a fondamento del suo ricorso al procedimento cautelare gravissimi ed irreparabili pregiudizi per le normali esigenze di vita.

Nelle more del giudizio, però, l'Eni provvede all'attivazione della fornitura.

La decisione. L'articolo 700 del codice di procedura civile disciplina le condizioni per la concessione dei provvedimenti d'urgenza stabilendo che “…chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti di urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito”.

=> Sospensione per morosità del servizio di fornitura dell'acqua. L'amministratore può chiedere un provvedimento di urgenza al giudice.

La norma in esame ha introdotto nel nostro ordinamento una forma di tutela cautelare urgente ed atipica, rendendola possibile anche in fattispecie, come quella analizzata nel caso in esame, non espressamente disciplinate dal codice di procedura civile.

In pratica chi teme un pregiudizio grave ed irreparabile del suo diritto ha la possibilità di chiedere al giudice un provvedimento d'urgenza che produca, in modo provvisorio, gli effetti della decisione sul merito che, come sappiamo, hai dei tempi di durata piuttosto lunghi.

Per ottenere tale provvedimento d'urgenza è necessario che sussistano due condizioni:

  • la probabile sussistenza del diritto a salvaguardia del quale si intende richiedere la tutela (fumus boni iurisi);
  • ed il pregiudizio imminente ed irreparabile che possa derivare a tale diritto nelle more del giudizio di merito (periculum).

L'ordinanza del Tribunale di Macerata ha verificato che tali due requisiti (fumus e periculum) non sussistono nei confronti delle due società resistenti rilevando l'insussistenza del fumus poiché tale gestore ha negato la riattivazione della fornitura in virtù delle morosità pregresse.

=> Maxi bolletta del gas? I consumi non possono essere presunti.

Per quanto riguarda, invece, l'Eni spa alla quale l'utente si è rivolto per ottenere la fornitura del servizio in questione dato che il precedente gestore non le consentiva di eseguire l'allaccio in ragione del mancato pagamento delle fatture, l'ordinanza osserva che la ricorrente non ha fornito elemento riguardo al presunto pregiudizio grave ed irreparabile inteso come assoluto ed irreversibile venir meno del diritto di cui è titolare che la stessa avrebbe subito per la mancata fornitura del gas.

Proprio in merito all'interruzione della fornitura di gas ad uso domestico l'ordinanza puntualizza che la stessa “non costituisce ex se un irreparabile pregiudizio in quanto ben può essere superato da alternative transitorie ed equivalenti (come bombole, boiler, stufe elettriche) i cui costi, ove maggiori, potranno essere richiesti al soggetto ritenuto responsabile nell'ordinario giudizio di cognizione

In base a tale ricostruzione l'ordinanza del Tribunale di Macerata ha respinto la richiesta di provvedimento d'urgenza formulata dall'utente condannandola anche alle spese di giudizio sopportate dalle società resistenti.

=> La sospensione dell'erogazione della fornitura dell'acqua per morosità condominiale

Scarica Tribunale di Macerata, ordinanza del 22 gennaio 2016

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