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Il muro di confine e le questioni relative alla sua comunione. Comunione in forza di legge e comunione volontaria.
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Il muro di confine e le questioni relative alla sua comunione. Comunione in forza di legge e comunione volontaria.

L'innalzamento del muro: potrà essere fatto sul confine o in prossimità di esso. In entrambi i casi il confinante ha diritto di chiedere la comunione del manufatto.

Avv. Alessandro Gallucci  

Il proprietario di un fondo può chiuderlo in qualsiasi momento (art. 841 c.c.). Ciò vuol dire, ad esempio, che se Tizio è proprietario di un terreno, egli potrà decidere d’innalzare uno muro di confine con il solo limite del divieto di compiere atti emulatori (ossia atti che abbiano l’unico scopo di recar danno ai proprietari dei fondi vicini, art. 833 c.c.) e del rispetto delle norme di natura edilizia (eventuali autorizzazioni amministrative, ecc.).

L’innalzamento del muro potrà essere fatto sul confine o in prossimità di esso. In entrambi i casi il confinante ha diritto di chiedere la comunione del manufatto. Qualora non dovesse giungersi ad un accordo quest’ultimo soggetto potrà decidere di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria al fine di ottenere la comunione forzosa

Nel caso di muro sul confine la norma di riferimento è l’art. 874 c.c. che recita:

Il proprietario di un fondo contiguo al muro altrui può chiederne la comunione per tutta l'altezza o per parte di essa, purché lo faccia per tutta l'estensione della sua proprietà.

Per ottenere la comunione deve pagare la metà del valore del muro, o della parte di muro resa comune, e la metà del valore del suolo su cui il muro è costruito. Deve inoltre eseguire le opere che occorrono per non danneggiare il vicino”.

Possibile, sebbene entro determinati limiti e condizioni, richiedere anche la comunione del muro che non è sul confine.

Ai sensi dell’art. 875, infatti:

Quando il muro si trova a una distanza dal confine minore di un metro e mezzo ovvero a distanza minore della metà di quella stabilita dai regolamenti locali, il vicino può chiedere la comunione del muro soltanto allo scopo di fabbricare contro il muro stesso, pagando, oltre il valore della metà del muro, il valore del suolo da occupare con la nuova fabbrica, salvo che il proprietario preferisca estendere il suo muro sino al confine.

Il vicino che intende domandare la comunione deve interpellare preventivamente il proprietario se preferisca di estendere il muro al confine o di procedere alla sua demolizione. Questi deve manifestare la propria volontà entro il termine di giorni quindici e deve procedere alla costruzione o alla demolizione entro sei mesi dal giorno in cui ha comunicato la risposta”.

Vi sono, infine, dei casi in cui non è necessario chiedere la comunione, anche forzosa, del muro di confine poiché lo stesso si presume tale.

L’art. 880 c.c. specifica che

Il muro che serve di divisione tra edifici si presume comune fino alla sua sommità e, in caso di altezze ineguali, fino al punto in cui uno degli edifici comincia ad essere più alto. Si presume parimenti comune il muro che serve di divisione tra cortili, giardini e orti o tra recinti nei campi”.

Tutte le vicende relative alla proprietà dei muri, in quanto incidenti su diritti reali su beni immobili debbono essere debitamente trascritte presso la conservatoria dei pubblici registri immobiliari.

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