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Liti e controversie tra condomini: rumori e immissioni moleste
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Liti e controversie tra condomini: rumori e immissioni moleste

La maggior parte dei conflitti tra condomini sono da addebitare ai rumori e a tutte quelle immissioni già vietate dal codice civile

 

Fonte della maggior parte dei conflitti tra condomini sono da addebitare ai rumori e a tutte quelle immissioni già vietate dal codice civile e il cui divieto è sempre meno osservato.

Dagli odori del ristorante sotto casa al volume alto degli apparecchi radio-televisivi, dal rumore di porte e portoni chiusi con maldestra violenza alle prove musicali di suonatori improvvisati o in fase di studio, i condomini risultano essere sempre più intolleranti .

Capita spesso di richiamare i vicini rumorosi a maggiore attenzione verso la quiete altrui senza apprezzabili risultati, così come capita di rivolgersi all’amministratore che con i pochi strumenti a disposizione ottiene il solo risultato di inimicarsi i proprietari richiamati e pure quelli che non hanno trovato soluzione .

Strumenti validi, invece, l’amministratore li avrebbe allorquando le trasgressioni trovassero espressa sanzione in un regolamento condominiale di tipo contrattuale.

Quando invece i condomini intendono appellarsi al giudice per richiedere la fine di intollerabili rumori, fumi ed odori, ci si avvale dell’art. 844 del codice civile che in modo specifico vieta le “immissioni di fumo o calore, esalazioni, rumori , scuotimenti e simili propagazioni” e all’articolo 700 del codice di procedura civile affinché la richiesta di un provvedimento sia trattato con carattere di urgenza a tutela del diritto alla salute.

Il giudice valuterà tramite la relazione di un Consulente appositamente nominato se i rumori superano di tre decibel quelli di fondo dell’ambiente in cui si verificano, valuterà inoltre le testimonianze presentategli per la verifica dei fenomeni di disturbo. Tutte attività, bisognerà tenerne conto, che prevedono un anticipo di spese.

Senza dimenticare che gli autori di rumori o altre immissioni intollerabili, poiché avvertiti (come previsto dalla legge) del giorno e ora della verifica in cui il tecnico nominato dal giudice si recherà sui luoghi, cercheranno di sminuire la portata del disturbo arrecato.

Sebbene assai complessa da dimostrare, l’attività di immissione può essere contrastata anche ricorrendo alle Agenzie Regionali per l’Ambiente, preposte dalla legge a verificare le norme sul contenimento dell’inquinamento acustico previste dalla legge 447 del 1995.

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Greta
Greta martedì 10 gennaio 2017 alle ore 22:28

Mi chiedo a cosa serva chiamare il tecnico che valuti tali rumori, se poi chi li procura cercherà di sminuirne la portata perché avvertito del giorno e dell' ora in cui:verranno verificati?

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