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I condominii estivi godano di particoli privilegi?

Il condominio estivo non si differenzia in alcun modo da quello classico se non per il fatto che ci si va a vivere per vacanza

 

Mi è stato domandato in qualche occasione se i condomini ubicati in località balneari o di villeggiatura si differenziassero in qualche modo dai normali edifici in condominio presenti nelle città. Mi sono stranito davanti alla domanda ed allora ho domandato: ma lei vive in un multiproprietà? Forse si tratta di una multiproprietà azionaria? Oppure ancora lei ha una villetta in un complesso con solamente poche parti da gestire in comune? La risposta è stata spesso: no, d’estate mi trasferisco al terzo piano (esemplifico) di una graziosa palazzina al centro del paese.
 
Allora domando (retoricamente): perché quindi dovrebbero esserci differenze con la sua casa in città? La risposta, alle volte, non arriva. Altre si sente è stato l’amministratore a dirlo (sarà vero?). Qualche volta, invece, mi sento rispondere: chiedevo così, per sicurezza.
 
Bene, ai dubbi dell’ipotetico condomino possiamo rispondere con certezza: i condominii estivi altro non sono che compagini ubicate in luoghi di vacanza. Questo è l’unico elemento che li differenzia da un “normale” condominio. Il resto, vale a dire leggi applicabili e effetti per i proprietari, è identico. Il condominio ubicato in una località estiva è sottoposto alle stesse norme che spesso citiamo nei nostri articoli (art. 1117-1139 c.c.). Ciò vuol dire che la compagine sorge semplicemente per effetto della cessione di una delle unità immobiliari ubicate nell’edificio. Il numero dei condomini superato il quale la nomina dell’amministratore diviene obbligatoria è il medesimo (da 5 in su, art. 1129 c.c.).
 
Qualche differenza, ma solamente di natura temporale, può essere prevista o comunque ottenuta per l’assemblea. E’ usuale che i condomini estivi, proprio per la loro funzione, si popolino nel periodo compreso tra giugno e settembre. Proprio per questo motivo è bene che l’assemblea ordinaria annuale sia tenuta in tale lasso di tempo. Le spese sono le stesse che solitamente troviamo nei normali condomini. Acqua, energia elettrica, gas metano. Probabilmente i condomini estivi pagheranno meno per i consumi: capita infatti che siano popolati solo per poche decine di giorni l’anno. Insomma si consuma solo in quel periodo. Il regolamento è lo stesso e identico di una compagine qualsiasi. L’ubicazione può suggerire l’inserimento di particolari indicazioni per le modalità d’uso dei beni comuni (es. fasce orarie di rispetto per tutelare il riposo, ecc.).
 
Nessuna differenza per ciò che concerne i rapporti proprietario-inquilino. La durata del contratto, se inferiore a trenta giorni (cfr. d.p.r. n. 181/86), facoltizza la registrazione del contratto ma le spese a carico del conduttore sono le medesime: quelle indicate dall’art. 392/78 o, se non si concorda l’esonera, comunque una partecipazione forfettaria individuata dalle parti. Decreti ingiuntivi, impugnazione di delibere, cause condominiali in genere: tutto uguale.
 
In buona sostanza un condominio estivo è un condominio a tutti gli effetti: impossibile dire altrimenti.
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