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Furti tramite ponteggi poco sicuri: ne rispondono l'impresa ed il condominio

Furto in appartamento tramite ponteggi poco sicuri: dei danni rispondono l'impresa ed il condominio

 

Tizio è proprietario di un’unità immobiliare ubicata al quarto piano del condominio Alfa. Durante l’effettuazione di lavori di manutenzione dello stabile subisce un furto reso possibile dalla presenza dei ponteggi. Questi, infatti, non sono installati in modo tale da rendere difficoltoso l’uso da parte di estranei e l’illuminazione carente è tale, assieme al primo aspetto, da farli divenire un buon mezzo per introdursi negli appartamenti. Così effettivamente accade visto che l’appartamento di Tizio, come confermato dai rilievi della polizia, è stato penetrato tramite l’effrazione d’una porta finestra posta in corrispondenza dell’impalcatura. In questo contesto il proprietario dell’unità immobiliare chiede i danni sia all’impresa esecutrice, per l’omessa predisposizione delle misure utili ad evitare simili inconvenienti, sia al condominio per l’omessa vigilanza sulla medesima ditta.
 
Questa, in sostanza, la fattispecie su cui è stato chiamato a pronunciarsi il Tribunale di Terni che, con la sentenza n. 414 dello scorso 11 maggio, ha condannato tanto l’impresa quanto il condominio. Il perché di tale decisione è spiegato chiaramente nella pronuncia appena citata. Si legge in sentenza che “ del danno patito da persona il cui appartamento sia stato svaligiato da ladri, introdottivisi attraverso ponteggi installati per il restauro del fabbricato e privi sia di illuminazione che di misure di sicurezza, possono essere chiamati a rispondere non solo l'impresa che ha realizzato i ponteggi stessi, ma anche il condominio , per un duplice titolo: sia quale custode del fabbricato, ai sensi dell'art. 2051 c.c., sia per "culpa in vigilando" od "in eligendo", allorché risulti che abbia omesso di sorvegliare l'operato dell'impresa appaltatrice, ovvero ne abbia scelta una manifestamente inadeguata per l'esecuzione dell'opera (Cass. Sez. 3, sentenza n. 6435 del 17/03/2009). La questione di una concorrente responsabilità del Condominio è legata strettamente a quella dell'imprenditore e si ricollega all'accertato mantenimento della struttura, in assenza di cautele a tutela dei singoli condomini. L'autonomia dell'appaltatore il quale esplica la sua attività nell'esecuzione dell'opera assunta con propria organizzazione apprestandone i mezzi, nonché curandone le modalità ed obbligandosi verso il committente a prestargli il risultato della sua opera, comporta che, di regola, l'appaltatore deve ritenersi unico responsabile dei danni derivati a terzi dall'esecuzione dell'opera. Tuttavia, una corresponsabilità del committente può configurarsi sia in ipotesi di violazione di regole di custodia, ex art. 2051 c.c., che in caso di riferibilità dell'evento al committente stesso per "culpa in eligendo" per essere stata affidata l'opera ad un'impresa assolutamente inidonea ovvero quando l'appaltatore é in base ai patti contrattuali - sia stato un semplice esecutore degli ordini del committente ed abbia agito quale "nudus minister" attuandone specifiche direttive” (Trib. Terni 11 maggio 2011 n. 414).
 
E’ chiaro, naturalmente, che il livello di tutela civile non esclude quello penale. In sostanza individuati i ladri si potrà chiedere il risarcimento anche a loro.
 
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