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kronos Nuovo iscritto Italia 16 messaggi | Inserito il - 13 Gen 2004 : 18:06:02
Come futuro acquirente di un appartamento ricavato dalla divisione regolare con tutti i permessi e nuovi mappali, di un originariamente piu' ampio appartamento, ho richiesto che venisse aggiunto un nome in piu' al citofono e che venisse aggiunta una casella postale per la mia famiglia a mie spese, ma entrambe le richieste sono state rifiutate dal condominio e dall'amministratore che anzi ha ora citato in tribunale l'attuale proprietario in quanto ha effettuato la divisione dell'appartamento contro alcune norme del regolamento di condominio, anche se ha ottenuto l'abitabilita', il nuovo catasto e tutti i permessi dal comune. Possono veramente impedirmi di effettuare il rogito e compiere ostruzioni quali impedirmi di utilizzare il citofono e la casella delle lettere ?--- --- --- --- --- --- kronOS Modificato Da - kronos il 13 Gen 2004 alle ore 18:09:03 |
| Inserito il - 13 Gen 2004 : 20:36:54 Mi sembra improbabile che un regolamento di condominio vieti il frazionamento di una proprietà. Dovresti dirci quali sono le norme del regolamento di condominio che sono state invocate, e soprattutto se esso è di natura assembleare o contrattuale.Staff  |
kronos Nuovo iscritto Italia 16 messaggi | Inserito il - 13 Gen 2004 : 21:56:00 Dunque, il regolamento e' stato deliberato dalla cooperativa edile costruttrice-venditrice trascritto presso la conservatoria dei registri immobiliari di Milano ed ogni singolo assegnatario contestualmente all'acquisto si obbligava a rispettare.La citazione in tribunale del proprietario da parte del condominio dice che sono state fatte, senza alcuna autorizzazione dell'assemblea o dell' amministratore, modifiche strutturali, creazione di una nuova cucina, modifiche delle condutture dell'acqua, modifica delle condutture del riscaldamento, e divisione di una unita' immobiliare in due contravvenendo al regolamento all'art.6 lett.r che statuisce che non sono consentite neppure all'interno degli appartamenti opere che modifichino in qualsiasi modo le condutture dell'acqua, del calore, del fumo e possano comunque riuscire di pregiudizio agli altri condomini. Inoltre ha contravvenuto al regolamento all'art.3 lett.b che prescrive che nei locali seminterrati e' vietata l'abitazione anche se opportunamente adattati a tale uso, collegando con scala interna il locale seminterrato aumentando la superficie utile abitabile tramite cambio di destinazione d'uso conseguito in concessione sanatoria nel 1989 ma mai comunicandolo ai partecipanti della comunione e senza alcuna autorizzazione del condominio. Viene aggiunto che ogni atto stipulato in difformita'o in deroga alle limitazioni di cui sopra e' nullo ad ogni effetto di legge. Vorrei dire che mi sono state presentate tutte le carte che pongono in regola il nuovo appartamento nel mappale nel catasto, con l'autorizzazione del comune, l'approvazione del progetto, la concessione ed il condono per cambio di uso da seminterrato ad abitativo e tutte le certificazioni dei tecnici specializzati per la messa a norma di tutti i nuovi impianti gas, acqua, riscaldamento, fumi e nuova cucina. Se servono altre informazioni mi saprete dire qualcosa ? grazie. --- --- --- --- --- --- kronOS  |
| Inserito il - 13 Gen 2004 : 23:16:30 Caspita! sei nei guai. E più di te lo è l'attuale proprietario. Purtroppo le autorizzazioni comunali ed edilizie sono sempre concesse salvo ed impregiudicato ogni diritto di terzi, per cui possono essere impugnate da chi ne riceve pregiudizio. E il fatto che il regolamento sia di tipo contrattuale sembra proprio non lasciare scampo, soprattutto per quanto disposto dall'art. 3. Oltre a tentare un accordo con i condomini, mi viene da suggerirti di consultare un "ottimo" avvocato, magari riesce a trovare una stada per annullare il regolamento sul presupposto che è "gravemente lesivo del diritto di proprietà". E' un'idea probabilmente frutto soltanto della mia fantasia, non un vero appiglio.Staff  |
kronos Nuovo iscritto Italia 16 messaggi | Inserito il - 14 Gen 2004 : 00:21:09 Grazie per la cortese risposta.Vorrei se possibile chiarito un punto quando dici che e' un guaio specialmente per la contravvenzione all'articolo 3 del regolamento di condominio: posto che il seminterrato adattato ad uso abitativo ha acquisito lo status abitativo ed e' stato registrato come locale abitabile a norma di legge a suo tempo richiedendo, pagando ed in seguito ottenendo il condono gia' nel 1989, puo' essere ad oggi (nel 2004 dopo 15 anni) tale locale cancellato da uso abitativo e riportato ad uso seminterrato perche' contrario al regolamento condominiale, annullando il condono concesso dallo Stato e rendendo bruciati i soldi pagati dal proprietario per la concessione del condono ? grazie per l'attenzione --- --- --- --- --- --- kronOS  |
| Inserito il - 14 Gen 2004 : 15:45:03 Come ti dicevo, le autorizzazioni degli enti preposti possono essere impugnate da chi ritiene leso un suo diritto. Ciò deve avvenire ovviamente entro determinati termini che decorrono dal momento in cui si è avuta notizia delle circostanze contestate. Occorre valutare se tali termini sono trascorsi nell'inerzia di chi oggi contesta. Necessariamente il proprietario dovrà interpellare un legale per rispondere alla citazione proposta dal condominio. Mi sembra la sede più idonea per valutare tutta la documentazione.Staff  |
kronos Nuovo iscritto Italia 16 messaggi | Inserito il - 14 Gen 2004 : 16:00:01 grazie per l'attenzione.--- --- --- --- --- --- kronOS  |