PossibilitÓ di sciogliere il condominio anche con la presenza di parti comuni

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    PossibilitÓ di sciogliere il condominio anche con la presenza di parti comuni

    Buongiorno, un condominio ha sollevato la possibilitÓ di sciogliere il nostro condominio.
    Si tratta di un condominio formato da due palazzine indipendenti ( 6 villette da una parte e 5 appartamenti dall'altra) che per˛ hanno in comune le forniture, l'accesso ai garage tramite scivolo e cancello elettrico, impianto elettrico delle luci esterne e delle pompe idrofobe . Secondo questo condomino dividendo le due palazzine il condominio si pu˛ sciogliere .
    Ma rimanendo parti comuni , come sopra indicato, pur considerando le due palazzine indipendenti Ŕ possibile scegliere il condominio ? Si creerebbe o no una sorta di " condominio degli edifici" che prevede quindi comunque un amministratore e la gestione condominiale se pur pi¨ semplice?
    Come si dovrebbe procedere per un'evntuale divisione e scioglimento del condominio?
    Grazie


  2. #2
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    E' l'art. 61 e 62 dacc che descrive le modalitÓ per lo scioglimento, a patto che tale scioglimento non sia vietato da una norma del RdC di origine contrattuale.

    Art. 61
    Qualora un edificio o un gruppo di edifici appartenenti per piani o porzioni di piano a proprietari diversi si possa dividere in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, il condominio pu˛ essere sciolto e i comproprietari di ciascuna parte possono costituirsi in condominio separato.
    Lo scioglimento Ŕ deliberato dall’assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo comma dell’articolo 1136 del codice, o Ŕ disposto dall’autoritÓ giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell’edificio della quale si chiede la separazione.

    Art. 62
    La disposizione del primo comma dell’articolo precedente si applica anche se restano in comune con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall’articolo 1117 del codice.
    Qualora la divisione non possa attuarsi senza modificare lo stato delle cose e occorrano opere per la sistemazione diversa dei locali o delle dipendenze tra i condomini, lo scioglimento del condominio deve essere deliberato dall’assemblea con la maggioranza prescritta dal quinto comma dell’articolo 1136 del codice stesso.


    Quindi si potranno costituire due condomini distinti e un supercondominio per le parti che rimarranno in comune. Ci˛ significa che si avranno tre gestioni separate con amministratori diversi. Naturalmente Ŕ sempre possibile nominare un unico amministratore per tutte e tre le gestioni.

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  4. #3
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    Ma se si procede in tal senso , si pu˛ evitare di creare un condominio per singola palazzina , visto che le unitÓ sarebbero meno di 8 ? E nel caso comunque per le perti che resterebbero comunque in comune il supercondomio sarebbe obbligatorio?

  5. #4
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    Il condominio esiste "di fatto", dal momento che in un edificio esistono almeno due unitÓ immobiliari di proprietari diversi. Nel caso in cui i cond˛mini sono meno di 9 (ed Ŕ questo) non c'Ŕ l'obbligo di nominare un amministratore, ma dovrete comunque identificare un "referente" che si preoccupi di richiedere il c.f. (obbligatorio). L'assemblea potrÓ decidere che tale figura non abbia la rappresentanza legale del condominio con tutte le incombenze della carica, ma in tal caso la responsabilitÓ civile e penale sarÓ in carico a tutti i cond˛mini.

    Rimanendo parti comuni a entrambi gli edifici il supercondominio (che si forma anch'esso di fatto) deve necessariamente prevedere una gestione separata per la corretta ripartizione delle spese tra i due edifici. Deve quindi essere nominato un amministratore, create le tabelle millesimali di supercondominio, ecc. ecc.

  6. #5
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    Grazie gentilissimo

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