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Cartello lavori inizio e fine

  1. #1
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    Cartello lavori inizio e fine

    Salve a tutti, sono in procinto di fare dei lavori di ristrutturazione nel mio appartamento, ho presentato regolare progetto ( da parte del mio ingegnere) al comune e inoltrato un messaggio what's up sul gruppo delle comunicazioni condominiali creato dall'amministratore ( come già precedentemente fatto anche da un altro condomino sempre per lo stesso motivo). Nel messaggio ho indicato la data inizio dei lavori di ristrutturazione e chiesto scusa per eventuali disagi. Nel caso mi venisse chiesto, sono obbligata a dire anche la data di fine lavori, o il nome del tecnico o il tipo specifico di lavori? In un altro post inoltre ho letto che il cartello si sarebbe dovuto affiggere in una parte visibile anche dall'esterno sulla strada pubblica: anche nel mio caso dunque? Non è sufficiente un messaggio what's up dove è possibile verificare chi e quando è stato letto il messaggio?

    Grazie a chi mi vorrà rispondere


  2. #2
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    Ciao, a mio giudizio sei andata ben oltre di quanto richiesto dall'art. 1122. Avresti potuto semplicemente comunicare la cosa all'amministratore, il quale avrebbe informato l'assemblea alla prima occasione ... punto. Tutte le altre informazioni, comunque lodevoli, solo superflue, cosìppure la comunicazione della data di fine lavori prevista che, al limite, sarebbe indicata nel cartello cui ti riferisci.

    Sarà l'impresa e l'ingegnere responsabile dei lavori che si preoccuperanno di rispettare la norma che prevede l'affissione del cartello, che in ogni caso deve essere apposto all'esterno del fabbricato.

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  4. #3
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  5. #4
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    Grazie per le risposte, ma nel mio caso dovrò rifare il pavimento in alcuni vani e spostare un muro, anche in tal caso la ditta dovrà affiggere il cartello dei lavori all'esterno?

  6. #5
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    Sei sicura si tratti di ristrutturazione? Che tipo di pratica hai presentato? CIL, CILA, SCIA?

    Te lo chiedo perchè Roma Capitale dispone tale cartello solo in alcuni casi. Comunque, se hai un DL raccomanda a lui l'osservanza di tale disposizione, se prevista per il tuo caso.

  7. #6
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    Abbiamo presentato una Cila

  8. #7
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    Sei sicura si tratti di ristrutturazione? Che tipo di pratica hai presentato? CIL, CILA, SCIA?

    Te lo chiedo perchè Roma Capitale dispone tale cartello solo in alcuni casi. Comunque, se hai un DL raccomanda a lui l'osservanza di tale disposizione, se prevista per il tuo caso.
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    Si tratta di una cila

  9. #8
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    Allora, se il cantiere si trova a Roma va valutato se si rientra nelle disposizioni dell'art. 63 del Regolamento edilizio comunale.

    https://www.comune.roma.it/PCR/resou.../CC5261_34.pdf

    Senza vedere carte e luoghi, mi pare difficile dire se si tratti di opere edilizie "di qualche importanza". Forse, l'ingegnere che ha firmato la CILA può chiarirtelo meglio.

  10. #9
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    .... il cartello si sarebbe dovuto affiggere in una parte visibile anche dall'esterno sulla strada pubblica: anche nel mio caso dunque? Non è sufficiente un messaggio what's up dove è possibile verificare chi e quando è stato letto il messaggio?
    L'obbligo di esporre il cartello dei lavori deriva da norma nazionale. E' l'art. 27 comma 4° del TU 380/2001 che impone di collocare il cartello indicante tutte le informazioni sui lavori che si stanno eseguendo.
    Generalmente tale obbligo è ribadito sul Regolamento Edilizio locale.

    Ciao

  11. #10
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    Sei sicura si tratti di ristrutturazione? Che tipo di pratica hai presentato? CIL, CILA, SCIA?

    Te lo chiedo perchè Roma Capitale dispone tale cartello solo in alcuni casi. Comunque, se hai un DL raccomanda a lui l'osservanza di tale disposizione, se prevista per il tuo caso.
    Devo quindi chiedere al comune?

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    L'obbligo di esporre il cartello dei lavori deriva da norma nazionale. E' l'art. 27 comma 4° del TU 380/2001 che impone di collocare il cartello indicante tutte le informazioni sui lavori che si stanno eseguendo.
    Generalmente tale obbligo è ribadito sul Regolamento Edilizio locale.

    Ciao

  12. #11
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    Devo quindi chiedere al comune?
    Al comune ed al tecnico che ha fatto la relazione asseverata per la CILA.

    - - - Aggiornato - - -

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    L'obbligo di esporre il cartello dei lavori deriva da norma nazionale. E' l'art. 27 comma 4° del TU 380/2001 che impone di collocare il cartello indicante tutte le informazioni sui lavori che si stanno eseguendo.
    Generalmente tale obbligo è ribadito sul Regolamento Edilizio locale.

    Ciao
    Il fatto è che l'art. 63 del regolamento edilizio non sembrerebbe stabilire una chiara soglia d'obbligo.

  13. #12
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    Grazie a tutti quelli che hanno contribuito a chiarirmi le idee

  14. #13
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    Il fatto è che l'art. 63 del regolamento edilizio non sembrerebbe stabilire una chiara soglia d'obbligo.
    Ciao Efisio

    Il Regolamento Edilizio locale NON PUO' derogare la norma nazionale. Quindi vale sempre quanto dettato dal TU DPR 380/2001.

    Ciao

  15. #14
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    Ciao Efisio

    Il Regolamento Edilizio locale NON PUO' derogare la norma nazionale. Quindi vale sempre quanto dettato dal TU DPR 380/2001.

    Ciao
    Ciao Meri.

    Mi spiace ma non la vedo così. Basta leggere il comma 2 dell'art. 4 del TU medesimo, dove si parla di autonomia normativa. Ovvero:

    Art. 2 (L)
    Competenze delle regioni e degli enti locali
    ...........................

    4. I comuni, nell'ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l'attività edilizia.

    Peraltro, l'art. 27 c4 del TU si limita a scrivere "...ove non sia apposto il prescritto cartello", senza chiarire in merito a quali siano le prescrizioni che evidentemente sono altrove.

    Ciao
    Ultima modifica di efisio; 14-08-2017 alle 10:13

  16. #15
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    No Efisio, non è come leggi (hai confuso il dispositivo che è invece all'art. 2 comma 4° e non viceversa). Nell'ordinamento legislativo Italiano non è possibile derogare ad un T.U. solo perché si legge:

    "I comuni, nell'ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l'attivita' edilizia"

    Ciò significa che il Comune ha la facoltà di disciplinare l'uso urbanistico del suolo, di porre limiti e divieti attraverso propri regolamenti, ma non di DEROGARE al T.U.. Infatti, se prosegui e leggi l'art. 4 comma 1° si legge:


    "Il regolamento che i comuni adottano ai sensi dell'articolo 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalita' costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitario, di sicurezza e vivibilita' degli immobili e delle pertinenze degli stessi."

    Il resto stabilito dal T.U. è INDEROGABILE.
    Invece tu sostieni che in base a tale comma dell'art. 2 i Comuni possono infischiarsene del T.U. e fare come gli pare. Non è così come credi, qualsiasi dipendente pubblico, tecnico, amministratore lo sà...... Magari fosse possibile derogare, per qualche amministratore!.

    Infine la dicitura "prescritto cartello" significa proprio che è il cartello prescritto (ovvero obbligatorio) e non "le prescrizioni" che pensi ci dovrebbero essere scritte sopra (?)

    Ciao
    Ultima modifica di Meri; 14-08-2017 alle 13:16
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  17. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Meri Visualizza Messaggio
    No Efisio, non è come leggi (hai confuso il dispositivo che è invece all'art. 2 comma 4° e non viceversa). Nell'ordinamento legislativo Italiano non è possibile derogare ad un T.U. solo perché si legge:

    "I comuni, nell'ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l'attivita' edilizia"

    Ciò significa che il Comune ha la facoltà di disciplinare l'uso urbanistico del suolo, di porre limiti e divieti attraverso propri regolamenti, ma non di DEROGARE al T.U.. Infatti, se prosegui e leggi l'art. 4 comma 1° si legge:


    "Il regolamento che i comuni adottano ai sensi dell'articolo 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalita' costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitario, di sicurezza e vivibilita' degli immobili e delle pertinenze degli stessi."

    Il resto stabilito dal T.U. è INDEROGABILE.
    Invece tu sostieni che in base a tale comma dell'art. 2 i Comuni possono infischiarsene del T.U. e fare come gli pare. Non è così come credi, qualsiasi dipendente pubblico, tecnico, amministratore lo sà...... Magari fosse possibile derogare, per qualche amministratore!.

    Infine la dicitura "prescritto cartello" significa proprio che è il cartello prescritto (ovvero obbligatorio) e non "le prescrizioni" che pensi ci dovrebbero essere scritte sopra (?)

    Ciao
    Meri, a me pare che il DPR non prescriva proprio nulla. Se l'articolo da te citato dice "il prescritto cartello", vuol dire che la fonte della prescrizione è altrove.
    Peraltro, a me sembra una questione inutile. Il Regolamento edilizio di Roma Capitale dice qualcosa di diverso dal DPR? A me eventuale cittadino romano non interessa. Io rispetto quel regolamento.

    O devo interpretare la questione sollevata nel senso che la Capitale d'Italia ha un regolamento sbagliato?

    Ciao.
    Ultima modifica di efisio; 14-08-2017 alle 18:37

  18. #17
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    Meri, a me pare che il DPR non prescriva proprio nulla. Se l'articolo da te citato dice "il prescritto cartello", vuol dire che la fonte della prescrizione è altrove.
    Peraltro, a me sembra una questione inutile. Il Regolamento edilizio di Roma Capitale dice qualcosa di diverso dal DPR? A me eventuale cittadino romano non interessa. Io rispetto quel regolamento.

    O devo interpretare la questione sollevata nel senso che la Capitale d'Italia ha un regolamento sbagliato?

    Ciao.
    E' inutile, mi arrendo.
    Non vuoi comprendere Efisio che in Italia esiste una gerarchia delle norme che non può essere stracciata a suon di regolamenti. Un T.U. è norma che sovrasta QUALSIASI REGOLAMENTO LOCALE, e quindi se il DPR 380/2001 dispone che il cartello ci deve essere, nessun Comune può abolire tale disposizione. Sono quindi più che certo e ci scommetterei la testa che anche a Roma sussiste l'obbligo di esposizione del cartello, per norma nazionale, indipendentemente da ciò che recita il regolamento locale.
    Per quanto invece riguarda il termine "prescritto", è riferito al cartello non a qualcosa che si trova altrove. Mi sembra quasi impossibile che non ci arrivi....

    Ciao
    Ultima modifica di Meri; 14-08-2017 alle 18:51
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