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Abuso edilizio ante 67

  1. #1
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    Abuso edilizio ante 67

    salve sono nuovo del forum
    ho comprato un appartamento in centro storico nel 2006 ed è stato acquistato x successione nel 1984 x mancanza improvvisa dei genitori nell'atto la signora scrive che l'immobile e ante 67 e che non ha subito abusi edilizi ecc ecc . nel fare dei lavori facendo una DIA mi sono accorto che il mappale è stato cambiato circa 20 giorni prima dell'atto , allora incuriosito vado al catasto con i documenti inerenti all'appartamento e scopro che erano prima della variazione 3,5 vani e poi sono diventati 4,5 allora vado in comune al settore edilizia E dalle verifiche fatte non ci sono ne permessi ne concessioni x la stanza in piu' giustamente dicono che se ha scritto ante 67 sull'atto , premetto che si dice che l'immobile e del 700 , e che il padre a depositato il mappale dei 3,5 vani nel 1939 al catasto e nel 2006.come dicevo prima del rogito a cambiato il mappale. la mia domanda è ,,, nel'84 quando a acquistato x successione doveva aggiornare il mappale? oppure essendo ante 67 non era obbligata? vi prego ditemi qualcosa grazie




  2. #2
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    In generale:
    1) non era obbligata a cambiare la mappa catastale anche perchè il bene lo aveva ricevuto per eredità.
    2) nel 1984 non era ancora promulgata la Legge 47/85 ma molti approffittarono dell'annunciato condono edilizio.
    3) Il numero dei vani è scarsamente significativo, discriminante sarebbero aumenti della metratura "complessiva".
    ***
    Dovresti precisare poi se il vano in più è "tecnico" o effettivo.



  3. #3
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    scusa mi sono spiegato male, ha cambiato il mappale aggiungendo una stanza in piu alla planimetria reale,, faccio un semplice esempio l'appartamento nel mappale precedente era 6 metri x 10 nel mappale nuovo ci sono circa 14 metri in piu , in pratica il palazzo lo ha ereditato tutto , è ripeto sull'atto cè scritto acquistato x successione.. una palazzina a L da una parte piano terra primo e secondo piano , a fianco piano terra e primo piano. in pratica ha alzato un piano a aperto una porta nel muro portante largo 60 cm e si accede alla stanza in piu.. in questo caso nella successione non era tenuta ad inserire anche la stanza in piu anche se dichiara ante 67? visto che il padre ha depositato il mappale nel 1939 con la stanza mancante? e in comune non esiste nessun permesso ne concessione su quella stanza che x meta' è in pietra di circa un metro poi si alza in forati, presubilmente era un sottotetto del piano inferiore.


  4. #4
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    Direi che ti sei risposto da solo.
    A questo punto per te "fa fede" la documentazione presentata avanti il notaio al momento del rogito.


  5. #5
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    Non ho capito bene la tua risposta.sul fatto che mi sono risposto da solo, vorrei sapere se qualcuno mi dicesse se posso citarla in causa x abuso edilizio avendo aggiunto una stanza in piu',come sopra descritto. perche' vorrei far annullare l'atto, perche' secondo mè guardando la legge del 1934, doveva almeno avere il permesso, avendo tra l'altro depositato il mappale nel 1939


  6. #6
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    Scritto da ricciolo1965 il 02 Ott 2011 - 11:10:47: Non ho capito bene la tua risposta.sul fatto che mi sono risposto da solo, vorrei sapere se qualcuno mi dicesse se posso citarla in causa x abuso edilizio avendo aggiunto una stanza in piu',come sopra descritto. perche' vorrei far annullare l'atto, perche' secondo mè guardando la legge del 1934, doveva almeno avere il permesso, avendo tra l'altro depositato il mappale nel 1939

    quello che devi verificare è se in comune esiste un progetto dell'immobile ( ovviamente riferibile a epoche recenti ) che sò ad esempio una pratica per frazionamento e fusione di stanze, oppure per modifuche interne.

    cordialità

  7. #7
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    salve , l'unico frazionamento che ha fatto, a mia insaputa dopo aver firmato il preliminare che mi vendeva al secondo ed ultimo piano, e una piccola soffita anche essa non esistente accatastata come C2 accesibile solo da una piccola angusta apertura nel vano scala appoggiando una scala a pioli e passando da tale apertura di circa 35 cmm 4 50 . e tra l'altro la soffitta non era calpestabile , la stanza è in piu, e la soffitta era in arelle coperta da calce, ha fatto altro subalterno , nulla a che fare con l'apartamento. abbiamo gia una causa in corso perche' dice che la soffitta è sua . allora ora avendo denunciato la cosa in comune dicono che loro non hanno nulla su quella stanza in piu, e siccome non vogliono o non hanno voglia di procedere x accertamenti che sara' una cosa lunga mi vorrei affidare ad un legale x presunto abuso edilizio x far annullare l'atto, puntanto sul fatto che nella successione non ha dichiarato la stanza in piu. e sempre nell'atto dichiara che mi vende cosi di fatto come ha ereditato dal padre ( il mappale sia in comune che al catasto dichiaraca 3.5 vani) fino a 20 giorni prima della vendita


  8. #8
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    Guarda che l'abuso edilizio, una volta "altisonante" come reato, ora di fatto non esiste più.
    Se anche la Legge 47/85 resta ancora valida, i Testi Unici edilizi varati successivamente ne hanno fortemente (per me gravemente) sminuito la portata. Ciò a prescindere dalla circostanza che nel tuo caso non c'è abuso edilizio, bensì dichiarazione infedele.
    Tieni presente inoltre che per gli effetti della Cirami oramai sei nominalmente ancora nei termini di denuncia/querela ma di fatto decaduto dall'azione penale (anche se non sarebbe propriamente il mio campo).
    Se proprio vuoi monetizzare la dichiarazione infedele, posto che si tratti di un reato di durata, ti resterebbe unicamente l'azione civile per violazione regolamento edilizio ma, per esperienza, riterrei difficilmente azionabile nel tuo caso, posto comunque che il costo possa valere il risarcimento che ne otterrai.


  9. #9
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    Scritto da cacallo il 02 Ott 2011 - 18:52:46: Guarda che l'abuso edilizio, una volta "altisonante" come reato, ora di fatto non esiste più.
    Se anche la Legge 47/85 resta ancora valida, i Testi Unici edilizi varati successivamente ne hanno fortemente (per me gravemente) sminuito la portata.
    Bè ti assicuro che questo non è vero! Se l'abuso è sanabile si sana ma costa un occhio, se non è sanabile si demolisce e si va davanti al procuratore ...

    Nel caso descritto, prima di partire in quarta io incaricherei un tecnico x verificare esattamente la situazione e vedere se ci sono gli estremi:

    a) per un abuso edilizio "occultato" nella vendita
    b) di conseguenza la richiesta di annullamento dell'atto e danni

    saluti

    Giuseppina


  10. #10
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    ciao giuseppina , scusami che tecnico dovrei chiamare? la questione è piu complessa di quanto possa essere. io ho acquistato nel 2006 e la signora ha ristrutturaro altri 2 appartamenti al piano primo, fino ad ora li ha affittati se un domani li dovesse vendere fa scrivare nell' atto che l'immobile è ante 67 ecc ecc ti posso assicurare al 100%100 che non ha fatto nessuna DIa, e la passa sempre liscia diciamo che nel 2007 era dentro il comune, comunque questo non c'entra, la stanza in piu senza concessione edilizia non è un abuso? avrei capito se fossero i muri tutti in pietra come il resto dell'appartamento. e la solette in legnio e piatrelle come l'appartamento . ma la stanza in piu ha la gettatta sotto, si è no avra 30 35 anni la stanza, cosa dovrebbe verificare il tecnico? grazie x l'attenzione


  11. #11
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    Non è per contraddire Giuseppina, ma ti farei presente:
    1984 data di acquisizione immobile dal tuo dante causa,
    2006 rogito.
    Direi che la prescrizione del reato per decorso termine ventennale c'è tutta, anche senza bisogno di scomodare la Cirami.
    Se anche esiste, allo stato, violazione norme edilizie, difficilmente azionerai la responsabilità penale (anche ex art. 158 c.p.) ed avrai, in civile, l'onere della prova del danno che l'eventuale difformità dell'immobile potrebbe averti creato.
    Non è un procedimento semplice, purtroppo.


  12. #12
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    mi sa che non hai capito.non sono in causa da 20 anni ma la signora ha acquistato x successione x la mancanza dei genitori, depositando al notaio al catasto e im comune cio che ha ereditato nel 1984 . cioè l'intero stabile , e il mio appartamento era composto di 3,5 vani , non ha mai dichiarato che le stanze erano invece 4,5 allora ho chisto spiegazioni e ah detto che sull' atto aveva scritto che l'immobile è ante 67, allora secondo lei è tutto a posto, e la mia domanda è proprio questa. avendo acquistato non ho detto (acquisito) perche' sull'atto dichiara che ah acquitato x successione , e vende a me' cosi come ha ereditato dai genitori cio' 3.5 diciamo pure stanze. allora diciamola tutta nel 2006 il marito era assessore, a depositato il mappale nuovo in comune e al catasto con 4,5 stanze, e non solo il mio appartamento ha venduto nella zona con questo sistema, quindi cosa fare? andare in procura?


  13. #13
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    non voglio nemmeno sanare , visto che mi ha citato x danni che gli ho usurpato un locale, cioè la soffitta sopra di me. che nel preliminare firmato da entrambi mi vende al secondo ed ultimo piano, e il giudice ha rimandato la causa definitiva chiamata PC,, nel 2013, sono 5 anni che pago il mutuo senza neppure abitarci, perche il comune ha mandato una ordinanza al'amministratore x tetto pericolante, ma nessuno e ancora intervenuto, allora vorrei prendere la strada dell'abuso edilizio x annullare l'atto,


  14. #14
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    Non è che non ho capito la situazione, al contrario riterrei che la tua impostazione sia molto difficile da realizzare come nullità dell'atto (art. 17 L. 47/85) e/o come reato.
    Secondo me, forse, sarebbe più semplice chiedere l'annullamento per vizio sopraggiunto e/o sottaciuto e/o vizio del consenso ma, visto che sei già assistito da un legale, chiedi direttamente a lui quale potrebbe essere la via più semplice per uscire da una situazione alienante.




  15. #15
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    x illegale ci sarebbe da ridere, la sentenza x il sottotetto è stata spostata nel 2013 allora si è preventivato nelmandarmi la sua rinuncia ad volermi assistere :-) ho chiesto ad altro legale che sono in attesa se si puo procedere x falsa dichiarazione nei atti e sonoin attesa che mi chiami.. nel frattempo chiedevo se qual'altro avesse visuto lamia stessa situazione


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