Allargare porta garage privato con accesso da androne

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    Allargare porta garage privato con accesso da androne

    Salve a tutti,
    Vivo in un condominio in centro storico costituito da diversi corpi di fabbrica ai quali si accede da un androne comune. All'interno di questo androne, io possiedo un garage privato, del quale vorrei allargare la porta di circa 50 cm per facilitarmi la manovra con l'auto e sostituire il vecchio portone di legno con una saracinesca in linea con le altre presenti nell'androne.
    Inoltre provvederei al rifacimento dell'intonaco esterno in linea con dei precedenti lavori di ripristino dell'androne ai quali non ho partecipato in attesa di risolvere questa questione, quindi non arrecherei nemmeno danno al decoro dell'edificio.
    Aggiungo che sopra il garage insiste solo un terrazzo di proprietà privata, la cui stabilità non verrebbe pregiudicata da questo allargamento e che so già che gli altri condomini non vedono di buon occhio la cosa (invidia?) per cui faranno di tutto per crearmi problemi.
    Cosa fare, allora, per essere inattaccabile? Di quali permessi ho bisogno, se ne ho bisogno?
    Grazie a chi vorrà rispondermi.


  2. #2
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    da come descrivi, per quanto riguarda il condominio, salvo diversa disposizione nel vostro Rdc, ritengo che puoi farlo senza chiedere nessuna autorizzazione in virtù di quanto disposto dall'art. 1102 c.c.

    Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
    Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.

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  4. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da JOSEFAT Visualizza Messaggio
    da come descrivi, per quanto riguarda il condominio, salvo diversa disposizione nel vostro Rdc, ritengo che puoi farlo senza chiedere nessuna autorizzazione in virtù di quanto disposto dall'art. 1102 c.c.

    Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
    Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.
    L'articolo in questione riguarda il godimento delle parti comune e le modificazioni di detta parte comune al fine di un godimento della cosa; la quale deve essere coordinata e bilanciata con l'art. 1122, che riguarda gli atti di disposizione della singola unità immobiliare (nel caso di specie: modifiche) che possano riverbersarsi su un bene comune (in tal caso sull'aspetto di parte di un bene comune, ossia una "facciata" dell'androne) che necessità di autorizzazione assembleare.

    Il tutto secondo il mio parere, ed in termini tutto sommato analoghi a quanto detto in altro post (Autorimesse su corte comune )

  5. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da LeSaboteur Visualizza Messaggio
    L'articolo in questione riguarda il godimento delle parti comune e le modificazioni di detta parte comune al fine di un godimento della cosa; la quale deve essere coordinata e bilanciata con l'art. 1122, che riguarda gli atti di disposizione della singola unità immobiliare (nel caso di specie: modifiche) che possano riverbersarsi su un bene comune (in tal caso sull'aspetto di parte di un bene comune, ossia una "facciata" dell'androne) che necessità di autorizzazione assembleare.

    Il tutto secondo il mio parere, ed in termini tutto sommato analoghi a quanto detto in altro post (Autorimesse su corte comune )
    per allargare la porta di 50 cm probabilmente dovrà intervenire su una parete comune, ecco perché ho citato l'art. 1102 c.c.

  6. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da JOSEFAT Visualizza Messaggio
    per allargare la porta di 50 cm probabilmente dovrà intervenire su una parete comune, ecco perché ho citato l'art. 1102 c.c.
    Non è errato, infatti! Ho solo integrato il suo commento coordinandolo con un altra norma operante in tal caso al fine di fornire un panorama completo delle disposizioni operanti in tale caso.

  7. #6
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    Concordo con Josefat. Il richiedente può effettuare le modifiche con gli accorgimenti indicati (saracinesca in linea con le altre, intonacatura e tinteggiatura altrettanto coordinata con quella esistente) senza chiedere alcuna autorizzazione, in virtù dell’art. 1102 cc ottenendo naturalmente tutti i permessi necessari e presentando un progetto che possa confermare la stabilità del terrazzo soprastante. Fatto salvo che tutto questo non sia vietato da una norma precisa del RdC di origine contrattuale.

    Se i condòmini vorranno concretizzare la loro “invidia” dovranno spendere qualche soldino e rivolgersi al giudice (preceduto dalla mediazione). Dubito che lo faranno.

  8. #7
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    In realtà il condominio non è mai stato costituito formalmente, motivo per il quale non abbiamo un amministratore e non esiste un regolamento, così ognuno negli spazi comuni ha sempre fatto ciò che ha voluto (tranne me che avrei voluto solo accedere liberamente al mio garage!), arrecando spesso pregiudizio non solo al godimento degli stessi spazi comuni da parte di tutti i condomini ma anche delle proprietà private. Questo mi pone in una situazione diversa?

  9. #8
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    No. Anche perchè non c’è bisogno di alcun atto formale per costituire un condominio. Un condominio nasce di fatto quando il costruttore originario o il singolo proprietario di un fabbricato con tutte le sue pertinenze, decide di vendere la prima unità immobiliare (basta anche una cantinola). A quel punto nasce il condominio con tutto ciò che ne consegue.

  10. #9
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    Vi ringrazio per i consigli forniti. Buon anno a tutti!

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