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C3 uso domestico

  1. #1
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    C3 uso domestico

    buon giorno 4 anni fa compro' un locale di 50mq il tutto adibito
    ad uso domestico.
    la domanda che faccio, siccome che questo locale e catastato come c3
    io da propietario ci posso vivere con la mia famiglia?grazie
    luogo dell' locale portici na



  2. #2
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    Il locale che abiti è accatastato come "Laboratorio per arti e mestieri";i locali abitabili devono essere accatastati come Categoria A/1..2..3..ecc
    Per stare in regola dovresti chiedere al Comune il cambio di destinazione d'uso, dopo di che presentare la Denuncia di variazione al catasto


  3. #3
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    scusami ma ce un costo per cambiare la destinazione d'uso?
    ma e anche probbabile che ti rifiutano.grazie
    in ogni caso quali probblemi vado in contro?


  4. #4
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    Il posto dove chiedere il cambiamento di destinazione d'uso (in questo caso da c/3 ad a/2 come giustamente ti ha già detto screpo)è l'ufficio tecnico del Comune di appartenenza.
    La richiesta dovresti farla fare ad un tecnico abilitato (geometra, perito edile, ingegnere, architetto)il quale saprà quali documenti presentare, perchè non consiste semplicemente nel fare una richiesta ed attendere la risposta, bisogna vedere prima di tutto (anche verbalmente) se nella zona specifica è consentito, poi, una volta che hai capito che c'è la possibilità fai la richiesta, attendi la risposta che sarà correlata da una serie di progetti da presentare, costi da pagare, documenti e quant'altro da presentare ulteriormente, una volta che avrai il Nulla Osta, potrai iniziare i lavori di trasformazione, che uan volta ultimati dovranno essere resi abitabili attraverso una verifica che faranno i tecnici preposti.
    Quindi, come vedi, non è solo un fattore di accatastamento, anche quello ma non solo quello.
    Ciao


  5. #5
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    Scritto da goldrec il 03 Set 2012 - 21:10:38: scusami ma ce un costo per cambiare la destinazione d'uso?
    ma e anche probbabile che ti rifiutano.grazie
    in ogni caso quali probblemi vado in contro?

    Scusa il ritardo nella risposta, ma leggo solo ora.
    Concordo con quanto affermato da brico.


  6. #6
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    grazie per avermi risposto.
    mi organizzo


  7. #7
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    Ciao jamba-ITA, abbi pazienza, questo che dici tu è valido in qualunque posto d'Italia se non ci sono opere murarie da effettuare, quindi SENZA OPERE.
    Lo dici tu stesso!
    "...ma in Lombardia per un cambio d'uso senza opere (fino a 150 mq) è sufficiente una comunicazione ...."

    E' ovvio....!
    Ma, poichè, l'utente goldrec, ci dice che nel locale vuole andarci ad abitare, appare evidente e certo che le opere si debbano per forza fare, proprio per renderlo abitabile e, questo, comporta, come tu senz'altro saprai, costi di urbanizzazione, presentazione di progetto post et ante opera, relative richieste, concessione ottenuta.
    Quindi, in questo caso, le opere le devi fare.
    Adesso non mi far scendere nei particolari che tu senz'altro conosci e che goldrec non chiede.
    Il buon consiglio che, secondo il mio parere, si può dare a goldrec, è quello di rivolgersi ad un tecnico del luogo che valuti la situazione e che, in base al regolamento comunale, gli dirà cosa potrà fare e quello che non potrà fare.
    Ciao



  8. #8
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    Sì, ho capito e letto ma non cambia nulla, anzi se le variazioni murarie le ha fatte prima di fare la debita richiesta all'ufficio tecnico, ha commesso un abuso edilizio, quindi non può dichiarare che in un c/3 c'è una cucina, una camera da letto, i termosifoni ecc.ecc..., ovvio no?
    Se subisce un controllo dagli organi deputati a farlo che gli racconta?
    Ed ammesso e non concesso che, goldrec, faccia figurare che i lavori sono ancora da fare (ma sappiamo che già son tutti fatti)il permesso di trasformazione urbanistica lo devi sempre richiedere e, richiedendolo, te lo concedono soltanto se segui i dettami del D.P.R. del 06/06/2001 n. 380 e le sue varie modifiche di legislazione, ossia atti tecnici e amministrativi, autocertificazioni attestanti le conformità del nuovo progetto alle norme igienico-sanitarie, la dichiarazione del progettista che attesta ai sensi dell'art. 481 del c.p. la conformità delle opere alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento dell'esecuzione delle stesse, sia al momento della richiesta, ecc.ecc........
    Insomma, in poche parole e poi chiudo, goldrec lo potrà sicuramente fare, non credo ci siano grossi ostacoli però c'è da seguire un certo iter, apposta gli ho detto di rivolgersi ad un tecnico il quale lo indirizzerà per il meglio se tutto ciò potrà essere realizzato, perchè non è che uno si alza la mattina e trasforma il proprio locale c/3 in una abitazione la sera stessa.
    .....
    Ciao


  9. #9
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    manutenzione ordinaria? non diciamo fesserie!

    Trasformare un laboratorio in abitazione, se pure avesse bagno cucina e riscaldamento, comporta il pagamento degli oneri di urbanizzazione (x cambio di destinazione, anche se senza opere), un regolare progetto nonchè l'accatastamento finale come abitazione, ma quale manutenzione ordinaria!

    E se il regolamento urbanistico non prevede in quella zona il cambio di destinazione ad laboratorio ad abitazione, tempo perso: una casa regolare non l'avrai mai.

    Per goldrec: hai acquistato un appartamento abusivo (lo sapevi già).
    Se chiedi la residenza di sicuro te la daranno perchè nessuno in Comune controllerà che quell'appartamento è in realtà un laboratorio e quindi è abusivo.

    Se invece ti negheranno la residenza e ti denunceranno x abuso edilizio ... bè, tanto di cappello a De Magistris che è riuscito dove nessun Sindaco, nè al nord nè al centro nè al sud italia, è riuscito mai: far parlare gli uffici comunali fra di loro.

    saluti

    Giuseppina


  10. #10
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    Scritto da jamba_ITA il 06 Set 2012 - 17:22:11:

    Come sei assolutista cara Giuseppina, hai letto il mio primo post?
    l'eventuale pagamento degli oneri concessori non centra nulla. Nessuno ha mai parlato di gratuità...

    collega, mi meraviglio! Dovresti sapere bene come vanno le cose!

    Il cambio d'uso gratuito esiste anche dalle mie parti ma riguarda solo direzionale-abitativo e viceversa, e non in tutte le zone.

    Non conosco comune che faccia cambiare gratuitamente la destinazione da artigianale o commerciale in abitativa o viceversa, con opere o meno.

    Comunque, goldrec chiedeva se nel laboratorio poteva prendere la residenza e io ribadisco:

    - teoricamente NO
    - in pratica SI

    in Italia funziona così, cioè male.

    Saluti

    Giuseppina


  11. #11
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    Ovviamente non posso che concordare con Giuseppina, sotto l'aspetto procedurale e tecnico, confermando ciò che io già ho scritto precedentemente sia a goldrec, sia a jamba che, tra l'altro, non riesco a capire come possa pormi una domanda del tipo:

    "su cosa ti basi quando affermi che le variazioni le ha fatte prima o le fa dopo dichiarando il falso?"

    mi baso sulla tua stessa considerazione che hai postato tu precedentemente alla mia risposta, infatti tu stesso dici:

    "nel primo post ha scritto che il c3 lo ha comprato ad uso abitativo, quindi credo che determinare caratteristiche già le possieda."

    Perciò anche tu dai per scontato che il C/3 in realtà già è un A/2, alla luce di ciò, caro jamba_ITA, non può che trattarsi di abuso edilizio, proprio perchè creato prima di una regolare concessione rilasciata dall'ufficio tecnico, capito adesso?
    Non è come dici te assolutamente no!
    Ciao


  12. #12
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    Prima di discutere se il Comune consenta il cambio di destinazione d'uso in quella zona e l'onerosità o meno dell'intervento, è da valuatere se il locale è trasformabile nel senso del rispetto dei requisiti previsti dal D.M. 05-07-1975, ovvero superfici minime, altezze interne rapporti illuminotecnici etc...


  13. #13
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    Scritto da jamba_ITA il 07 Set 2012 - 10:12:11:
    Se la zona lo prevede cosa manca affinché sia una abitazione?
    L'autorizzazione edilizia.

    Se il laboratorio fosse stato trasformato regolarmente, al Catasto sarebbe un A/... e non un C/3.

    Comunque torno a dire che il post iniziale era diverso e, stando alle leggi, a goldrec non dovrabbero dare la residenza. Ma gliela daranno di sicuro.

    saluti

    Giuseppina


  14. #14
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    Scritto da Giuseppina il - 07 Set 2012 : 16:29:10



    quote:
    L'autorizzazione edilizia.

    Se il laboratorio fosse stato trasformato regolarmente, al Catasto sarebbe un A/... e non un C/3.
    Esattamente!


  15. #15
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    Ciao, jamba_ITA, cerchiamo di non fare polemiche inutili e sterili che non servono all'utente che desidera informazioni utili.
    Ad esempio, quando tu affermi:

    " Chiaramente devono esistere tutti i presupposti (requisiti igienico sanitari ecc...)"

    Affermi una cosa giusta.
    Proprio perchè è giusta, va a braccetto con la legge nel merito che richiede, appunto, i requisiti igienico sanitari, un impianto elettrico a norma e, quindi, secondo i dettami dell'abitazione civile che prevedono l'installazione dei fili all'interno dei corrugati sotto traccia muraria e non con passaggio dei fili elettrici all'interno delle cannucce in pvc posizionate esternamente sui muri come appunto si trovano nei locali c/3, la salubrità dei muri, una finestrazione adeguata che potrebbe comportare la creazione di nuove rispetto a quelle del locale, tramezzature diverse rispetto a quelle del locale esistente, spostamento di porte e/o creazioni delle stesse ecc.ecc....tutte componenti che richiedono necessariamente opere murarie per poter trasformare un c/3 in un A/2;3;4 quello che vuoi.
    Fatto tutto questo, in base alle opportune richieste di cui si è già parlato, si dovrà chiedere l'agibilità che avverrà con la relativa richiesta a cui si allega tutta la documentazione che l'ufficio tecnico vuole, sempre l'ufficio tecnico del comune provvederà al sopralluogo da parte del personale addetto, per verificare tutto ciò.
    Se la verifica del personale, addetto a questo controllo, non avviene, scatta il silenzio/assenso.
    Ora, nel caso di goldrec, appare sin troppo evidente che lui ha acquistato un c/3 già adibito ad abitazione (ce lo dice sin da subito lui stesso nella sua domanda iniziale)quindi, sapeva di comprare un locale C/3 che strutturalmente, per forza di cose, era diverso dal progetto iniziale e depositato presso l'ufficio tecnico del comune da cui è stato ricavato l'attuale accatastamento, in sostanza ha acquistato l'immobile con lo stato attuale dei luoghi DIVERSO sia dal progetto depositato, sia dalla piantina catastale, su questo non ci piove e, questo, per legge non è previsto.
    Perchè non è previsto?
    Perchè al momento del rogito si dichiara se l'immobile ha subito trasformazioni rispetto all'origine e se sì, bisogna dichiarare su quale permessi è stato possibile e gli estremi di questi permessi (autorizzazione, condono edilizio, accertamento di conformità...) devono essere riportati nel rogito, altrimenti, esso, è nullo.
    Questa, a mio parere, è l'analisi più semplice (abbreviata nei particolari) che si può fare del caso prospettato da goldrec, senza tante polemiche e battute....
    Ciao


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