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L'impresa appaltatrice e il direttore dei lavori rispondono in solido dei danni arrecati al condominio.
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L'impresa appaltatrice e il direttore dei lavori rispondono in solido dei danni arrecati al condominio.

Il direttore dei lavori risponde, in solido con progettista e appaltatore, anche nel caso i vizi derivino da carenze progettuali

Avv. Maurizio Tarantino  

Il direttore dei lavori è responsabile per aver rilevato la presenza di vizi soltanto sei mesi dopo l'ultimazione delle opere e la consegna dell'immobile da parte dell'impresa.

"In tema di contratto di appalto, il vincolo di responsabilità solidale fra l'appaltatore ed il progettista e direttore dei lavori, i cui rispettivi inadempimenti abbiano concorso in modo efficiente a produrre il danno risentito dal committente, trova fondamento nel principio di cui all'art. 2055 cod. civ., il quale, anche se dettato in tema di responsabilità extracontrattuale, si estende all'ipotesi in cui taluno degli autori del danno debba rispondere a titolo di responsabilità contrattuale".

Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione Civile con la sentenza n.18521 del 21 settembre 2016 in merito alla responsabilità da cattiva esecuzione dei lavori.

I fatti di causa. Il condominio Beta conveniva in giudizio l'impresa Alfa (cui aveva commissionato opere di manutenzione del tetto e della facciata condominiale) e Tizio (direttore dei lavori) al fine di ottenere il risarcimento danni derivanti dalla cattiva esecuzione delle opere. In primo grado, il giudice condannava i convenuti al risarcimento del danno.

In secondo grado, la Corte territoriale conferma la precedente sentenza e rilevava la responsabilità dei convenuti in misura del 70% (l'impresa) e del 30% (il direttore dei lavori). Avverso tale pronuncia, il direttore dei lavori promoveva ricorso per cassazione.

I difetti di cose immobili. L'art. 1669 c.c. prevede che "quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l'opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia".

La previsione dell'art. 1669 cod. civ. concreta un'ipotesi di responsabilità extracontrattuale, con carattere di specialità rispetto al disposto dell'art. 2043 cod. civ., fermo restando che - trattandosi di una norma non di favore, diretta a limitare la responsabilità del costruttore, bensì finalizzata ad assicurare una più efficace tutela del committente, dei suoi aventi causa e dei terzi in generale - ove non ricorrano in concreto le condizioni per la sua applicazione può farsi luogo all'applicazione dell'art. 2043 cod. civ., senza che, tuttavia, operi il regime speciale di presunzione della responsabilità del costruttore contemplato dall'art. 1669 cod. civ., atteso che spetta a chi agisce in giudizio l'onere di provare tutti gli elementi richiesti dall'art. 2043 cod. civ., compresa la colpa del costruttore (Cass. n. 2284/2014).

 Continua [...]

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Scarica Corte di Cassazione Civile n.18521 del 21 settembre 2016

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