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L'amministratore di condominio non è obbligato a fare i decreti ingiuntivi ai morosi. Lo dice la Corte di Cassazione
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L'amministratore di condominio non è obbligato a fare i decreti ingiuntivi ai morosi. Lo dice la Corte di Cassazione

L'attività di recupero crediti in condominio può concretarsi con l'invio delle diffide al pagamento per le quote scadute

Avv. Rosario Dolce del Foro di Palermo  

La Corte di Cassazione, con Ordinanza nr 24920 del 20 ottobre 2017, ha scandito il contenuto dell'attività del recupero dei crediti, imputata, in termini di attribuzioni, alla figura dell'amministratore del condominio degli edifici.

=> Quando l'amministratore può agire autonomamente per il recupero dei crediti

I Giudici di legittimità hanno stabilito, in particolare, che l'amministratore non è obbligato a ricorrere al decreto ingiuntivo per il recupero dei crediti nei confronti dei condòmini morosi; o meglio, l'amministratore assolve agli obblighi del proprio mandato, con la diligenza professionale del caso, quando si sia adoperato semplicemente alla costituzione in mora, ai sensi dell'articolo 1229 codice civile (cioè inviando una lettera di sollecito di pagamento), nei confronti di chi vi dà causa.

La conseguenza, sotto il profilo concreto ed operativo? Ebbene: nel caso in cui le casse siano vuote e l'amministratore non è in grado di pagare la polizza assicurativa, a quest'ultimo, a posteriori, non potrà attribuirsi alcuna responsabilità professionale di sorta.

=> Condomino moroso. La delibera di riparto spese legittima il decreto ingiuntivo?

=> Quote condominiali: nulla la mora per il ritardo nei pagamenti se non è approvata all'unanimità

Il fatto. Il Tribunale di Terni ha accertato la responsabilità di Tizio per inadempimento degli obblighi derivanti dal mandato, a causa del tardivo pagamento del premio della polizza assicurativa.

La Corte di Appello di Perugia ha accolto le domande contenute nell'atto con cui l'amministratore ha impugnato la superiore sentenza, dichiarandolo esente da ogni responsabilità contrattuale.

L'accertata mancanza di fondi nelle casse condominiali era stata determinata proprio dalla morosità dei condòmini, ma – secondo il giudice di secondo grado - l'amministratore non è tenuto ad anticipare le somme occorrenti per il pagamento della polizza assicurativa nè è obbligato a ricorrere alle procedura monitoria per esigere i pagamenti delle quote.

Il Condominio ha impugnato la Sentenza della Corte di Appello avanti la Corte di Cassazione, insistendo nella richiesta di attribuzione della responsabilità in capo all'ex amministratore per violazione dell'obbligo di diligenza del buon padre di famiglia. La causa è così pervenuta avanti la Corte di Cassazione.

Il provvedimento giudiziale. L'amministratore ha nei riguardi die partecipanti al condominio una rappresentanza volontaria, in mancanza di un ente giuridico con una rappresentanza organica.

Ciò vuol dire che i poteri di cui egli dispone sono quelli di un comune mandatario, conferitigli, come stabilito dall'articolo 1131 codice civile, sia dal regolamento di condominio sia dall'assemblea dei condòmini (in punto, cfr, Cassazione civile 8339/2014; 14589/2011).

Nell'esecuzione delle funzioni assume la veste del mandatario e pertanto è gravato dall'obbligo di eseguire il mandato conferitogli con la diligenza del buon padre di famiglia a norma dell'articolo 1710 codice civile.

Nel caso trattato, la Corte d'Appello ha accertato che l'amministratore nel periodo di gestione in disamina aveva più volte sollecitato, anche per iscritto, i condòmini morosi al versamento delle quote condominiali, avendo egli la facoltà e non l'obbligo di ricorrere all'emissione di un decreto ingiuntivo nei riguardi dei predetti.

=> Opposizione a decreto ingiuntivo richiesto dall'amministratore uscente per propri crediti

Conclusione. La deduzione riportata dalla Corte di merito, in ordine alla carenza di responsabilità in capo all'amministratore che non procedere con i decreti ingiuntivi al recupero delle somme necessarie per il pagamento della polizza assicurativa, è stata ritenuta corretta da parte del giudice di legittimità.

A tal fine è stato richiamato l'articolo 63 delle Disposizioni di Attuazione al Codice Civile; il quale non prevede un obbligo in capo chi svolge il mandato di amministratore del condominio degli edifici, ma solo una facoltà di agire in via monitoria contro i condòmini morosi (“può ottenere decreto di ingiunzione…”).

La Corte di cassazione ha, quindi, precisato che non merita censura la decisione impugnata laddove ha escluso la violazione nell'obbligo di diligenza da parte dell'amministratore per essersi comunque attivato nella raccolta dei fondi, avendo comunque messo in mora gli inadempienti.

In altri termini, il principio affermato – da potersi estendere in via generale e fatti salvi ulteriori preclusioni previste in seno al regolamento interno - è quello per cui l'amministratore non è tenuto ad anticipare le somme occorrenti per il pagamento della polizza assicurativa nè è obbligato a ricorrere alle procedura monitoria per esigere i pagamenti delle quote.

Morosità e recupero crediti condominiali: compiti, strumenti e responsabilità dell'amministratore

Le soluzioni e gli strumenti operativi più efficaci al fine di poter recuperare gli oneri condominiali in tempo breve e senza incorrere in spiacevoli sorprese.

CortediCassazione_Ordinanza_24920_2017.pdf

Cerca: decreto ingiuntivo recupero crediti obblighi amministratore di condominio

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Giorgio Romani
Giorgio Romani lunedì 23 ottobre 2017 alle ore 19:38

Al solito si permette all' amministratore di scappare dai suoi doveri. Non si chiede di anticipare soldi. Ovviamente. Si chiede di randellare gli italici cialtroni che non pagano le spese comuni e poi la cassa ĕ vuota e il condominio subisce ingiunzioni dai suoi fornitori. Un applauso. Forse il giudice abita in villa mono-familiare.

Abdel
Abdel lunedì 23 ottobre 2017 alle ore 22:24

Si tutti sono ladri io pago 350 al messe di speza condominiale 1 partamento da 65 mtrc 3 piano dove habitto a piazza dumo io sono padri da famiglia 2 bambini el mio destependio a 1300 e bago la banca 400E messe come facco a vivere

Abdel
Abdel lunedì 23 ottobre 2017 alle ore 22:27

A piazza dumo non pagano 350 el messe

Emmesse Amministrazioni Srls
Emmesse Amministrazioni Srls giovedì 26 ottobre 2017 alle ore 07:58

La sentenza, a nostro modesto avviso, si riferisce al quadro normativo preriforma. Attualmente l’amministratore é obbligato ad agire, non necessariamente a mezzo decreto ingiuntivo, ai sensi dell’art. 1129, nono comma, entro sei mesi dalla data in cui il credito diventa esigibile e salvo che non sia stato espressamente dispensato dall’assemblea.

Msg
Msg giovedì 26 ottobre 2017 alle ore 11:02

L'articolo è fuorviante.
Non dice che la sentenza ha deciso un caso antecedente alla riforma del condominio che ha introdotto un obbligo specifico in materia in capo all'amministratore.

Biagio
Biagio lunedì 20 novembre 2017 alle ore 09:01

Buongiorno, il problema si può portare a un fine se l' amministratore comunica all'assemblea e nel contesto si valuta per il proseguo.

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