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Notizie false fornite da un fornitore ai condòmini. Scatta il danno all'immagine dell'amministratore del condominio

Notizie false fornite da un fornitore ai condòmini. Scatta il danno all'immagine dell'amministratore del condominio

Danno all'immagine dell'amministratore a causa di notizie false fornite da un fornitore

L'amministratore può rivendicare il diritto al risarcimento del danno da un terzo se la sua professionalità venga scalfita ingiustamente da una pratica commerciale scorretta

L'amministratore di un condominio degli edifici, quale professionista che tutela gli interessi della compagine, riceve un grave danno alla propria “immagine ove la stessa sia offuscata da notizie false fornite da un “terzo” fornitore ai condòmini, suscettibile di essere risarcito in via equitativa.

Ciò, in estrema sintesi, è quanto è stato stabilito da una recente Sentenza emessa dall'Ufficio del Giudice di Pace di Roma.

Il caso dedotto.Il Condominio “Beta” ha ricevuto la notifica di una bolletta del fornitore dell'acqua (che chiameremo Società “Mevio”) pari ad € 15.148,48 per la somministrazione idrica effettuata durante il corso del terzo trimestre dell'anno 2014.

L'amministratore “Caio”, nei termini negoziali convenuti, acquisita la provvista, provvedeva regolarmente a pagare la fattura di che trattasi (sembrerebbe, dalle precarie informazioni acquisibili dalla Sentenza, che ciò sia avvenuto attraverso il ricorso di un piano di rientro).

La Società “Mevio” però non contabilizzava l'occorso pagamento della fattura e inviava, successivamente, una nota di debito a carico del cliente contenente una penalizzazione tariffaria.

L'amministratore “Caio” contattava il servizio clienti della Società di somministrazionee segnalava l'errore contabile, pur chiedendo la rettifica della posizione debitoria rappresentata. Preso atto di quanto lamentato e della fondatezza dell'assunto, il fornitore rassicurava che avrebbe posto rimedio all'equivoco, procedendo, intanto, alla sospensione della procedura di riscossione.

Tuttavia, qualche giorno dopo (contraddittoriamente), la Società “Mevio” affiggeva un avviso sul portone condominiale onde rendere noto direttamenteall'utenza la sussistenza di una morosità a suo carico (afferente, a quanto pare, la fattura predetta), previa avvertenza che se non fosse stato eseguito il saldo delle somme dovute entro dieci giorni avrebbe interrotto la fornitura di acqua.

Seguiva, altresì, una nota inviata a ciascuno dei condòmini con cui si reiterava la richiesta di pagamento della spettanza dovuta.

I condòmini dello stabile, con i toni del caso, rappresentavano l'evento all'amministratore e chiedevano contezza sull'accaduto, rammentando l'avvenuta riscossione delle rispettive quote di consumo idrico.

L'amministratore, per il tramite di un legale, segnalava nuovamente a Meviol'errore contabile commesso reiteratamente e il danno arrecato alla sua immagine professionale, per cui chiedeva il risarcimento della somma forfettaria di € 5.000,00.

La Società Mevio, solo a questo punto, poneva fine alla sequela di comunicazione intercorse (in modo infruttuoso), stralciando la posizione contabile debitoria con atto definitivo.

Sulla scorta di tali evidenze (così dedotte, si ripete, dalla precaria narrazione in fatto del provvedimento in commento), l'amministratore ha intentato causa contro il fornitore dell'acqua rivendicando il diritto al risarcimento del danno per lesione della propria onorabilità e professionalità. => Morosità bollette acqua

Celebratosi il processo civile avanti all'Ufficio del Giudice di Pace di Roma - nel pieno del contraddittorio tra i predetti contendenti - lo stesso è stato definito con la predetta Sentenza emessa in data 14 luglio 2015 e pubblicata il successivo 31 agosto 2015.

Il provvedimento.A parere del Decidente, una società addetta alla somministrazione di un bene vitale come l'acquanon potrebbe consentire al sistema informatico l'avvio della procedura di preavviso del distacco dell'utenza senza il controllo di personale umano, ovvero senza un efficace coordinamento tra gli uffici addetti alla esazione dei crediti.

Gli obblighi di corretta, trasparenza ed efficienza (vedasi articolo 2, comma 2, codice del consumo) impongono ad una società di somministrazione come quella in specie, di garantire un approccio personale nei confronti di un “utente/consumatore”, specie se esso sia un condomino degli edifici (sulla qualifica di consumatore del condominio vedasi, da ultimo, Cassazione Civile 10679/2015).

Nella fattispecie, è stato ritenuto che la condotta assunta dalla Società convenuta sia stata ben lungi dal soddisfare tale canoni comportamentali. Anzi, la pratica commerciale posta in essere – così ritenuta illegittima dal Giudice adito –è stata valutata come concretamente idonea a cagionare un danno all'immagine all'amministratore che aveva in gestione lo stesso condominio.

Da non perdere: => Se il condomino critica l'operato dell'amministratore non può essere condannato per diffamazione

La sua professionalità sarebbe stata, in particolare,“offuscata” dinanzi molti condomini, generando un clima di sfiducia intorno al medesimo – a quanto pare –in ragione di fatti non rispondenti al vero.

Sotto tale ultimo profilo, è stato argomentato che la “…risarcibilità del danno all'immagine, espressamente prevista in via generale dall'articolo 10 cod. civ. (essendo pacifico che per immagine non deve certo intendersi la rappresentazione fotografica di una persona, bensì, in primo luogo, la sua considerazione sociale e professionale), essa è comunemente ammessa dalla giurisprudenza (da ultimo Cass. nn. 3474/2015, 24110/2013, 22396/2013, 18082/2013)”.

Alla stregua di quanto sopra, il Giudice di Pace ha condannato la società convenuta al pagamento, in favore dell'amministratore del condominio, della somma di € 3.000,00 a titolo di risarcimento subito, oltre interessi al saggio legale dalla domanda al saldo, ed oltre ulteriori spese legali.

La limitazione del danno all'immagine dell'amministratore, all'interno della sfera dei condomini, non è stata invece ritenuta sufficiente per giustificare l'ulteriore richiesta risarcitoria (in forma specifica) per il tramite della pubblicazione della sentenza in un quotidiano cittadino.

Si ringrazia per la segnalazione dell'interessante provvedimento l'Avvocato Eugenio Novario

=> Si può offendere l'amministratore di condominio?

=> Missiva offensiva indirizzata all'amministratore di condominio

Scarica Giudice di Pace di Roma, del 31/08/2015

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