Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni
100396 utenti
Registrati
Il portale N.1 sul Condominio
Con la morte del compagno, l'immobile torna alla moglie separata…e la convivente resta a mani vuote
Problema condominiale? Inviaci un quesito

Con la morte del compagno, l'immobile torna alla moglie separata…e la convivente resta a mani vuote

La convivente non può restare nell'immobile dopo la morte del compagno

Redazione Condominioweb.com  

Diritto di abitazione. La convivente non può restare nell'immobile dopo la morte del compagno se la moglie separata e la figlia ne reclamano il possesso.

=> Coppie di fatto: cosa accade in ambito condominiale?

Nonostante l'impegno del Legislatore a tutelare la convivenza more uxorio (Legge sulle unioni civili 76/2016), la Cassazione con una recente pronuncia (del 27 aprile 2017 n. 10377) ha ribadito il principio secondo cui Il diritto di abitazione è riconosciuto solo in caso di separazione e divorzio (cioè presuppone un regolare matrimonio).

=> Il convivente more uxorio dev'essere considerato come il coniuge titolare del contratto di locazione

La convivenza more uxorio. Con il termine di convivenza more uxorio si indica genericamente l'unione stabile e la comunione di vita spirituale e materiale tra due persone, non fondata sul matrimonio.

Alla fine della convivenza (per la famiglia di fatto) uno degli aspetti più controversi riguarda il diritto di abitazione della casa familiare.

Però, mentre per i coniugi, e, quindi, per la famiglia tradizionale il diritto all'assegnazione della casa familiare (c.d. diritto di abitazione) è regolato in modo specifico e, di conseguenza sono stati studiati tutti gli aspetti e tutte le sfumature.

Lo stesso non può dirsi per l'assegnazione (o per la sorte della casa familiare dopo la fine della convivenza in presenza di una famiglia di fatto).

La Legge Cirinnà del 20 maggio 2016, n. 76. La nuova regolamentazione delle convivenze prevede diversi gradi di tutela della coppia.

A partire dalle garanzie concesse a tutti i conviventi more uxorio registrati, tra cui il diritto di abitazione del partner superstite nella casa di residenza per un certo periodo.

Per arrivare alla possibilità di andare più a fondo e regolare con un “contratto di convivenza” il regime patrimoniale dei partner.

Ai sensi dei commi 42 e 43 dell'art. 1 L. n. 76/2016, in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni.

Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni.

=> Rinuncia al diritto di abitazione

Il ragionamento della Cassazione. A parere del dei Giudici di Piazza Cavour una volta venuto meno il titolo, per cessazione della convivenza, dovuta in conseguenza del decesso del convivente proprietario-possessore, si estingue anche il diritto avente ad oggetto la detenzione qualificata sull'immobile, sicché la protrazione della relazione di fatto tra il bene ed il convivente (già detentore qualificato) superstite, potrà ritenersi legittima soltanto in base:

  1. Alla eventuale istituzione del convivente superstite come coerede o legatario dell'immobile in virtù di disposizione testamentaria;
  2. Alla costituzione di un nuovo e diverso titolo di detenzione da parte degli eredi del convivente proprietario.

Quanto alla odierna rilevanza sociale e giuridica che riveste la convivenza di fatto, i giudici di legittimità hanno evidenziato l'impossibilità di applicare al caso esaminato, perché non in vigore all'epoca dei fatti, la legge sulle unioni civili (76/2016) che fissa ora in 5 anni il tempo massimo di permanenza per chi sopravvive.

In conclusione, dunque, secondo il principio espresso dalla presente pronuncia il convivente non è un “ospite” ma un detentore qualificato dell'immobile nella quale si instaura la coabitazione; Il tutto ha però un termine che coincide con quello “ragionevole” concesso dall'ex compagno o dagli eredi, per trovare una sistemazione.

=> Appartamento oggetto di diritto reale di abitazione e pagamento delle spese condominiali

Cerca: coppie di fatto morte abitazione

Commenta la notizia, interagisci...

    in evidenza

Dello stesso argomento


Locazione, cosa succede se il conduttore decede

Locazione, cosa succede se il conduttore decede. Tizio e Caia sono sposati e prendono in locazione un’abitazione da Sempronio. Al momento della firma del contratto i coniugi decidono d’intestare il contratto