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(02/01/2008) Il portiere che parla male del condominio può essere licenziato Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, sentenza del 12 dicembre 2007, n. 26073 La Corte di Cassazione ha stabilito che il portiere che parla male dei condomini o degli operatori dello stabile in cui lavora, legittimamente, può essere licenziato. Il turpiloquio di un portiere nei confronti del condominio è "un comportamento contrario al vivere civile della comunita' dell'edificio" che interrompe quel legame di fiducia che deve sussistere tra datore e prestatore di lavoro. Sulla base di queste motivazioni la Corte di Cassazione ha confermato la decisone della Corte d’appello con cui è stata ritenuta sussistente la giusta causa di licenziamento di un portiere di Palermo, che aveva più volte parlato male dei condomini del palazzo in cui lavorava e minacciato anche un addetto alle pulizie dell'edificio (fino a provocarne l’allontanamento dal posto di lavoro). La legittimità di tale licenziamento non è esclusa dalla mancata compilazione ed affissione del codice disciplinare previsto dall’art. 7 della L. 300 del 1970, come obiettato dal portiere licenziato. «L’esigenza di affissione sussiste quando trattisi di illeciti consistenti in violazione di discipline aziendali ignote alla generalità e perciò difficilmente conoscibili se non espressamente previste, mentre non sussiste per i comportamenti manifestamente contrastanti con la legge e col contratto o con valori comunemente accettati». (Cfr. Cass. 18 febbraio 1995 n. 1747,18 giugno 1996 n. 5583, 8 febbraio 2000 n. 1412). >> Notifica di un atto indirizzato al condominio |
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