Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni
100479 utenti
Registrati
Il portale N.1 sul Condominio
Commette evasione chi si aggira per le parti comuni dell'edificio pur essendo agli arresti domiciliari
Problema condominiale? Inviaci un quesito

Commette evasione chi si aggira per le parti comuni dell'edificio pur essendo agli arresti domiciliari

Arresti domiciliari, meglio non andare in giro per il condominio.

Avv. Alessandro Gallucci  

Condomini agli arresti domiciliari, attenti! Essere beccati a gironzolare per le parti comuni dell'edificio rischia di farvi arrivare una condanna per evasione.

Non esistono dati certi: quante delle persone detenute nella propria abitazione vivono in condominio?

E quante credono che il condominio sia una propaggine dell'unità immobiliare e, magari, solamente per muoversi un po' girano, ad esempio, per il cortile e quindi per le scale?

Ebbene secondo la Cassazione, che non è nuova a pronunciamenti in tal senso, chi si comporta in questo modo commette un reato: quello di evasione. Questa la conclusione cui sono giunti gli ermellini con la sentenza n. 47052/13.

Arresti domiciliari, ossia?

In gergo comune, si parla di arresti domiciliari per indicare quella situazione in cui una persona sta scontando una pena presso il proprio domicilio (ossia presso la propria abitazione).

In verità la locuzione arresti domiciliari, dal punto di vista giuridico, è riferibile a due fattispecie distinte:

  • la misura custodia cautelare presso il proprio domicilio;
  • l'esecuzione di una condanna definitiva presso il medesimo luogo.

    Nel primo caso la persona non sta scontando una pena (anche se in caso di condanna questa restrizioni viene calcolata, si tratta del così detto pre-sofferto) ma vede ristretta la propria libertà per ben precisi motivi e per ben determinati reati (cfr. art. 274 c.p.p.).

    Ai fini del reato di evasione, però, essere agli arresti domiciliari per l'uno o per l'altro motivo è indifferente.

    Ai sensi dell'art. 385 del codice penale:

    "Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade è punito con la reclusione da sei mesi ad un anno.

    La pena è della reclusione da uno a tre anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia verso le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a cinque anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite.

    Le disposizioni precedenti si applicano anche all'imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento se ne allontani, nonché al condannato ammesso a lavorare fuori dello stabilimento penale.

    Quando l'evaso si costituisce in carcere prima della condanna, la pena è diminuita".

    Allontanarsi della propria abitazione, ossia, se si vive in condominio, varcare l'uscio di casa.

    Nel caso della sentenza n. 47052, l'imputato era stato afflitto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari con divieto di allontanamento e di comunicazione con persone estranee al proprio nucleo familiare.

    Nonostante ciò, il reo era stato sorpreso nelle scale condominiali a parlare con un vicino. Tanto è bastato a condannarlo per evasione. Il processo, arrivato fino alla Cassazione, ha trovato la conferma della condanna da parte degli ermellini.

    Si legge in sentenza che "le aree condominiali in genere, ivi compresi androni del palazzo in cui è sito l'abitazione in cui è agli arresti il soggetto attivo, non possono essere considerate pertinenze dell'abitazione, non costituendo nè parte integrante nè pertinenza esclusiva di essa. Cassazione penale, sez. 6, 05/02/2013, n. 7780" (Cass. 25 settembre 2013 n. 47052).

    Cerca: arresti domiciliari evasione

    Commenta la notizia, interagisci...

      in evidenza

    Dello stesso argomento