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Revoca e nuova nomina dell'amministratore di condominio: come compilare l'ordine del giorno?
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Revoca e nuova nomina dell'amministratore di condominio: come compilare l'ordine del giorno?

Come compilare l'ordine del giorno quando si revoca l'amministratore

Avv. Alessandro Gallucci  

Nel condominio nel quale abito abbiamo deciso di sostituire l'amministratore; per farlo abbiamo chiesto a quello in carica di convocare un'assemblea con all'ordine del giorno il seguente punto:

Revoca attuale amministratore e nomina nuovo amministratore”.

Il nostro mandatario ha sì convocato l'assemblea, ma s'è limitato ad inserire nell'ordine del giorno il semplice riferimento alla revoca. Il mio pensiero è che, così facendo, l'amministratore voglia prendere tempo e continuare ad amministrare per un altro po' di tempo, fintanto che non vi sia una nuova assemblea. Che cosa possiamo fare?

Inutile nascondercelo: quello che ci ha chiesto il nostro lettore è uno di quegli escamotage che alcuni amministratori (quelli che in altri lidi verrebbero definiti attaccati alla poltrona) utilizzano per allungare il periodo della propria gestione. Sotterfugio inutile, tra le altre cose, dato che il periodo così detto di prorogatio non dà diritto a compensi ulteriori per l'attività svolta (cfr. art. 1129, settimo comma, c.c.).

=> Differenza tra amministratore in prorogatio e quello regolarmente nominato

Eppure questo modo di fare genera disorientamento e nervosismo in chi, con pochi fatica, s'era già prefigurato il cambio del gestore inviso.

Che cosa può essere fatto in questi casi per addivenire prontamente al cambio di guardia nell'amministrazione dell'edificio?

Detta diversamente: la sola menzione della revoca nell'ordine del giorno renderebbe la nomina deliberata in quell'occasione invalida per omessa indicazioni di un punto nel citato odg?

Prima dell'entrata in vigore della riforma del condominio la risposta alla domanda era senz'altro positiva. Era parere diffuso in seno alla giurisprudenza di legittimità che "la prescrizione, stabilita dall'art. 1105, 3 comma, c.c., che tutti i condomini conoscano in anticipo le questioni e le materie sulle quali sono chiamati a deliberare, non comporta e non significa certamente, [...], che, nell'avviso di convocazione, debba quasi essere prefigurato il risultato dell'esame del punto da parte dell'assemblea, della discussione conseguente e dello sviluppo di questa" (così Cass. 25 novembre 1993 n. 11677).

Insomma se l'oggetto essenziale dell'assemblea era la revoca, era evidente che la nomina esulava da quell'ambito e non poteva essere considerata immediatamente conseguenza.

La legge n. 220/2012, probabilmente (vedremo in seguito il perché della formula dubitativa), ha modificato la situazione.

Ai sensi dell'art. 1129, decimo comma, c.c. “[…].L'assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore”.

La formulazione della norma pare aver imposto un obbligo di legge che supera ogni eventuale lacuna, più o meno volontaria, relativa compilazione dell'ordine del giorno.

Viene richiesta un‘assemblea per la revoca dell'amministratore? Indipendentemente dalla formulazione dell'ordine del giorno, se l'assise revoca il mandatario in carica, per legge, dovrà nominarne uno nuovo.

Immediata conseguenza di questa interpretazione è che in tali casi, la delibera di nomina assunta senza che ciò fosse previsto come argomento da trattare può essere considerata illegittima per omessa indicazione dell'argomento nell'o.d.g., poiché è la legge a prevederlo come naturale conseguenza d'altro provvedimento (la revoca o le dimissioni).

=> Come disporre l'integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea condominiale?

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