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Cambio residenza: che cosa fare per essere in regola con la legge
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Cambio residenza: che cosa fare per essere in regola con la legge

Cambio residenza, ecco cosa fare per essere in regola

Avv. Alessandro Gallucci  

La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

Questo quanto specificato dal secondo comma dell'art. 43 c.c.

La legge non fornisce altresì il significato della parola dimora, ma è chiaro che con questo termine si faccia riferimento al luogo in cui si abita.

La dimora rilevante rispetto alla residenza è quella abituale. Che cosa vuol dire dimora abituale?

A livello comune è abituale la dimora in cui una persona, quotidianamente svolge la propria vita.

Eppure a questa stringata definizione comune di dimora abituale sfuggono degli aspetti che, giuridicamente, hanno rilevanza.

Tizio abita a Milano, per lavoro, ma nei momenti liberi torna nella sua città, ossia nella casa dove vive con moglie e figli a Cremona.

Tizio, mediamente, vive per cinque giorni la settimana in una stanza ammobiliata nella prima periferia milanese ma la sua residenza anagrafica è fissata a Cremona.

La dimora abituale di Tizio, è legata alla residenza anagrafica, oppure alla sua prevalente permanenza milanese?

A dire della Cassazione “secondo la previsione dell'art. 43 c.c., la residenza di una persona è determinata dall'abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, che si caratterizza per l'elemento oggettivo della permanenza e per l'elemento soggettivo dell'intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali.

Ne consegue che i soggetti residenti, intendendosi per tali le persone aventi dimora abituale nel comune ex art. 3, comma 1, d.p.r. 223/1989, sono obbligate a richiedere l'iscrizione nell'anagrafe comunale a norma dell'art. 2, comma 1, l. 1228/1954" (Cass. 1 dicembre 2011 n. 25726 in Diritto & Giustizia 2012, 7 marzo ).

Nel caso che abbiamo portato ad esempio, è evidente che Tizio faccia bene a lasciare la propria residenza a Cremona: la sua presenza a Milano, sebbene più lunga in termini meramente contabili, è strettamente legata all'esigenza lavorativa ma la sua vita sociale e famigliare è legata a Cremona, ove risiedono i suoi cari.

=> Che cosa fare se l'ex inquilino non cambia residenza?

D.p.r. 223/1989 e legge n. 1228/1954: è a questi due atti normativi che bisogna fare riferimento per sapere come quando fissare la residenza in un determinato comune

L'art. 3, primo comma, d.p.r. n. 223/89 si limita a specificare che:

Per persone residenti nel comune s'intendono quelle aventi la propria dimora abituale nel comune.

Più utile ai fini che ci occupano l'art. 2 della legge n. 1228/1954 a mente della quale:

È fatto obbligo ad ognuno di chiedere per sé e per le persone sulle quali esercita la patria potestà o la tutela, la iscrizione nell'anagrafe del Comune di dimora abituale e di dichiarare alla stessa i fatti determinanti mutazione di posizioni anagrafiche, a norma del regolamento, fermo restando, agli effetti dell'art. 44 del Codice civile, l'obbligo di denuncia del trasferimento anche all'anagrafe del Comune di precedente residenza.

L'obbligo di denuncia al precedente comune di residenza si effettua “con la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona e a quello dove s'intende fissare la dimora abituale. Nella dichiarazione fatta al comune che si abbandona deve risultare il luogo in cui è fissata la nuova residenza” (art. 31 disp. att. c.c.).

Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge” (art. 44, primo comma, disp. att. c.c.)

Il controllo sulla verità delle dichiarazioni relative alle fissazioni e quindi ai cambi di residenza spetta all'ufficiale dell'anagrafe (ossia al Sindaco o ad un suo delegato), il quale “ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni anagrafiche, e dispone indagini per accertare le contravvenzioni alle disposizioni della presente legge e del regolamento per la sua esecuzione” (art. 4, secondo comma, l. n. 1228/1954).

Cosa diversa dalla residenza è il domicilio, ossia il luogo eletto come riferimento per una serie di affari o comunicazioni.

=> Prima casa, il trasferimento di residenza deve avvenire entro i diciotto mesi anche se l'immobile è in costruzione

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