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Commette reato di appropriazione indebita l'amministratore di condominio che versa sul proprio conto i soldi comuni
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Commette reato di appropriazione indebita l'amministratore di condominio che versa sul proprio conto i soldi comuni

Condannato per appropriazione indebita l'amministratore che versa il denaro dei condomini sul proprio conto.

Avv. Maurizio Tarantino  

Confermata la condanna a carico di un professionista che aveva sottratto oltre 38 mila euro dalle casse comuni.

L'amministratore di condominio che versa su un suo conto privato il denaro comune rischia una condanna per appropriazione indebita anche se il tasso di interesse è più vantaggioso e se è lui stesso a denunciare l'ammanco al suo successore”.

Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione Penale con la sentenza n.33547 del primo agosto 2016 in merito alla sottrazione di somme dal conto corrente condominiale.

I fatti di causa. Tizio, già amministratore di un condominio, in primo grado veniva condannato, dal Tribunale di Milano, per essersi indebitamente appropriato dell'importo di Euro 38.878,00 prelevato dalle casse condominiali. In secondo grado, la Corte d'appello, in parziale riforma della decisione di primo grado, concedeva all'imputato il beneficio della non menzione della condanna.

A seguito di tale pronuncia, l'amministratore, ricorreva in cassazione denunciando anzitutto l'erronea applicazione dell'articolo 646 cod. pen. e il vizio di motivazione in ordine all'accertamento dell'interversione del possesso delle somme indicate come oggetto del reato contestatogli.

In particolare, l'ex professionista precisava che nel momento in cui era cessato dalla carica di amministratore di quel condominio, consegnava al nuovo amministratore la contabilità e contestualmente gli segnalava un ammanco di oltre Euro 22.000.00, successivamente accertato (e definitivamente riconosciuto dallo stesso in Euro 38.878,40).

Per tali ragioni, il precedente professionista, affermava di essere stato egli stesso a segnalare l'ammanco di tali somme e che le stesse non erano destinate al pagamento di spese correnti ma ad un investimento nell'interesse esclusivo del condominio.

 Continua [...]

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Scarica Corte di Cassazione Penale n.33547 del 1/08/2016

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